Scenari di guerra in Arte Reviewed by Momizat on . "Dipingo i mostri che sono tra noi" Ne vinti ne vincitori in guerra per Francisco Goya, l'umanità sfugge alla ragione e uccide se stessa spinta da una follia co "Dipingo i mostri che sono tra noi" Ne vinti ne vincitori in guerra per Francisco Goya, l'umanità sfugge alla ragione e uccide se stessa spinta da una follia co Rating:
Home » Cultura » Arte » Scenari di guerra in Arte

Scenari di guerra in Arte

“Dipingo i mostri che sono tra noi”
Ne vinti ne vincitori in guerra per Francisco Goya, l’umanità sfugge alla ragione e uccide se stessa spinta da una follia collettiva auto distruttrice. Testimone dell’invasione napoleonica in Spagna (1807 – 1813) e della violenza conseguente, sente fortemente la necessità di descrivere i devastanti scenari di una guerra che lascia solo dolore e morte. Nascono così “i Capricci”, il capolavoro grafico incisorio di Goya. “Los Desastres de la guerra”, una serie dei capricci, non rappresenta una guerra ma la guerra e la violenza che scatena sui più deboli e indifesi in ogni tempo e in ogni luogo, anche oggi. Una voce davvero dissonante quella di Goya, in un epoca in cui la guerra era considerata un’evento quasi inevitabile se non necessario e, per i piu’ giovani, un’occasione per mostrare il proprio coraggio e valore sui campi di battaglia.Uno sguardo spietato quello di Goya, trasversale che denuncia le orrende pratiche di tortura e violenze e soprusi che accompagnano inevitabilmente le guerre. Goya ha settantadue anni quando realizza questa serie di incisioni, preferendo l’acquaforte e la puntasecca per raggiungere effetti di straordinaria carica espressiva che lascia uno strascico di paura e sgomento al fruitore. Queste lastre diventano il suo testamento, il suo più intenso messaggio verso un’umanità che, con lucido pessimismo, osserva nei più oscuri meandri del male senza speranza. Come ebbe modo di affermare Charles Baudelaire, in una descrizione dell’artista spagnolo, la grandezza del Goya “sta nel creare il mostruoso verosimile”, nell’avere più di tutti “osato nel senso dell’assurdo possibile”. Ottanta tavole che hanno un valore universale e profetico perché la guerra continua ad esserci con la stessa ferocia e modalità crudeli e spietate. Picasso, prendendo il testimone da Goya nel 1937, ha rappresentato un altro scenario di guerra, quello di Guernica, la citta basca bombardata dai nazifascisti per favorire l’ascesa di Francisco Franco. Guernica è la visione della morte in atto: il pittore non assiste al fatto con terrore e pietà (…), ma è dentro il fatto, non commemora o commisera le vittime, ma è tra le vittime” (Argan), donne, bambini, animali. Sull’estrema sinistra dell’opera Picasso cita Goya inserendo una figura con le braccia aperte tra le fiamme, riferendosi all’opera “la fucilazione” , dove uno dei condannati si getta verso la morte con le braccia aperte e il volto stravolto dalla paura, lo stesso terrore della figura di Picasso. Ma l’opera di Goya che meglio esprime la cieca follia dell’uomo non ha come tema un campo di battaglia bensì il mito di Saturno che divora i propri figli dove campeggia un’orrida figura mentre sbrana un povero corpo mutilato. L’umanità, sembra dirci Goya, mangia se stessa e le proprie creature determinando la propria distruzione. Goya non ci lascia alcuna speranza e guardando gli eventi attuali, come dargli torto.

incisione della serie : “capricci”

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su