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Un libro per amico. Tre novità editoriali fresche di stampa.

Districarsi nel mare di pubblicazioni di varia natura che affollano la nostra quotidianità non è affatto semplice: ogni giorno siamo letteralmente “bombardati” da pubblicità più o meno invitanti che ci suggeriscono l’acquisto di questa rivista o di quel libro appena uscito di cui non potremo fare certamente a meno e che irrimediabilmente qualcuno finisce per regalarci, prestarci o di cui ne sentiamo anche solo parlare.

Ma la lettura è davvero un affare così commerciale e banalotto? Ci facciamo così condizionare dal mercato?

Una domanda forse retorica ma sicuramente spontanea che può a questo punto sorgere è “perché non affidarci ai nostri gusti, ma soprattutto alle nostre emozioni ed aspettative nel scegliere un romanzo?”.

Calma calma, le domande sono davvero troppe, è tempo di risposte, anzi di esempi concreti. Già perché concretamente proprio di tre libri parleremo, tre recenti pubblicazioni capaci, a nostro avviso, di rispondere alle esigenze principali di chi si affida alla lettura di un volume: conoscere, divertire e (perché no?) sognare.

Il primo libro in questione è  Facebook in the rain, scritto dalla torinese Paola Mastrocola, edito ad inizio gennaio da Guanda. La storia surreale, venata d’ironia dolce amara, ben scritta e scorrevole, ricorda a tratti i personaggi calviniani (il celeberrimo Marcovaldo su tutti). La protagonista Evandra Martella si trova a fronteggiare la solitudine e la perdita della confortante routine dopo la morte dell’amato marito, ma in un triste e piovoso giorno d’autunno, l’amica Rosalena porge soluzione a tutti (sarà davvero così’?) i suoi problemi: l’iscrizione a Facebook.

Da quel momento fra un pasticcio e l’altro si dipaneranno sotto ai nostri occhi una serie di avventure tragicomiche, capaci in concreto di rispecchiare intelligentemente le nostre nevrosi e manie, ma soprattutto di portarci uno sguardo disincantato sulla società italiana oggi e sull’uso compulsivo dei social network idonei sì allo svago, ma che alla lunga di costituiscono una sorta di pericolosa e subdola vita parallela dove sempre più spesso ci rifugiamo per sfuggire a noi stessi.

Dopo questo primo esempio, passiamo ad una novità nel settore giallo casalingo. Marco Mavaldi, firma il brillante La Carta più alta (Sellerio Edizioni Palermo), storia ambientata in un piccolo e ridente paesino toscano. Nello specifico, la vicenda ruota attorno al BarLume, piccolo bar di paese, dove i nostri protagonisti, un gruppo di vecchietti che ne sono gli assidui frequentatori, fra un calice di vino e una mano di scopa, si trovano invischiati in una strana storia. Può un omicidio avvenire in un posto così pacifico e dimenticato dal mondo?

Con questo interrogativo si apre questo breve romanzo denso di emozioni, capace di trascinarci fino al cuore della vicenda, di “prenderci” dalla prima all’ultima pagina. Sapido come un buon bicchiere di Chianti, semplice e saporito come un pezzo di pane col salame, dà soddisfazione per l’uso nostrano della lingua, piena di divertenti toscanismi, per la vicenda in sé e per il finale inaspettato.

Non è mai troppo tardi per soffermarci a riflettere di ciò che siamo stati, di ciò che saremo e diventeremo. Sembra pensarla così Edoardo Albinati  che con l’ultimo suo libro Vita e morte di un ingegnere (Mondadori) ripercorre la vita del padre, figura controversa nella sua vita.

A cosa serve un padre?  E cosa resta di lui se non un mito?

Sono domande forti che lo scrittore invita a porci, attraverso gli occhi di un figlio che assiste impotente alla vita del padre  fra amori incostanti, successi lavorativi, numerose sigarette fumate. Una vita che sembra scorrere per un verso proprio ma che troppo spesso dimentica l’affetto e l’attenzione per la famiglia. Attenzione che Albinati padre incontra solo con la malattia che infine lo costringerà a letto e lo inviterà a riflettere sulla propria esistenza, insieme al figlio Edoardo.

Il tema sempre attuale dell’amore e odio verso il padre, dal mito edipico ai giorni nostri, ma non solo. In questo libro c’è raccontata una storia corale, quella dell’Italia gloriosa e degli italiani che l’hanno forgiata con amore nel corso dei decenni, ma che a conti fatti ora si ritrovano a detestare e a deprecare. Una lettura interessante e capace di toccare e smuovere qualcosa nel profondo al di là della vicenda trattata, un senso di appartenenza capace di risvegliare le nostre coscienze.

La scelta di occuparci di tre romanzi italiani non è stata casuale, troppo spesso la narrativa nostrana è bistrattata nei confronti di un mercato straniero sempre più egemonico. Al di là del patriottismo, è bello trovare la qualità e la varietà anche nelle nostre pubblicazioni.

Leggere fa bene ed è patrimonio di tutti, pensiamoci.

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