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Un omaggio alla Fallaci e alla sua penna inarrestabile “Un messaggio all’Europa con Oriana Fallaci, intervista a se’ stessa

 

 

Un omaggio alla Fallaci e alla sua penna inarrestabile

UN MESSAGGIO ALL’EUROPA CON ”ORIANA FALLACI INTERVISTA SE’ STESSA”

 

Otto anni sono passati dal libro-testamento di Oriana Fallaci e le sue parole pungenti sembrano ancora un coltello ben affilato affondato nel petto dell’Europa. L’obiettivo del capolavoro ”Oriana Fallaci intervista sé stessa”, pubblicato nel 2004, è fondamentalmente quello di mettere in guardia gli europei a non lasciarsi sottomettere e sopraffare dal “Mostro”. Questo è l’appellativo chela Fallaci(1929-2006) preferisce per indicare l’Islam indemoniato che poco a poco sta rosicando i confini europei e sta spargendo veleno letale per i cristiani. Non deve sembrare esagerato questo linguaggio arcaico da Crociata scelto dalla scrittrice per descrivere il dramma che affligge l’Occidente se si considera le liste infinite di morti-vittime-martiri (così avrebbe scritto l’autrice) accresciuto di mese in mese dai musulmani “sgozza-teste”. Proprio come per le Crociate anche oggi il motivo di tanti conflitti armati, di tante guerre insanguinate, è sempre e solo l’interesse politico dietro a cui ovviamente si nasconde la brama di soldi e di potere. Chi meglio di lei può sostenere una tesi del genere? Infatti solo lei ha avuto l’onore ma più spesso l’arduo coraggio di sfidare i potenti della Terra attraverso interviste “a tu per tu” come quelle rivolte a Kissinger, Khomeini o ad Arafat, il più disprezzabile per lei. Oriana forse è stata una pionerista del genere dell’intervista e ha sfruttato intelligentemente le sue sorprendenti opportunità. Non che questo genere fosse insolito prima dell’uso strategico che ne ha fatto la giornalista fiorentina ma non era una modalità di informazione tanto diffuso come oggi. In campo giornalistico si suppone che, nei casi come questo, di autointervista, si ottenga un’intervista autobiografica e cioè attinente al proprio sé, al vissuto, alle esperienze personali, alle emozioni di determinati eventi. Invece no,la Fallacideve sempre disattendere le aspettative dei lettori, proponendo il suo punto di vista sulla storia, la politica, gli eventi che la circondano. Eppure non è difficile capire che persino parlando del mondo d’oggi Oriana è riuscita a parlare di se stessa perché lei vive e si nutre del suo stesso lavoro. Lei ci ha insegnato cosa sia davvero essere giornalista, un mestiere sottovalutato e stra-sfruttato. Lei ci spiegato con la sua stessa vita, piegata dal cancro che chiamava “Alieno”, che bisogna diffonderela Veritàe l’amore per il diritto all’informazione a costo di disobbedire, di sembrare eretica agli occhi del Politically correct. Come dice Alessandro Cannavò nella prefazione del libro “ Non occorre sposare le sue idee, basta leggerle”. Le sue parole non cianciavano a caso ma nascevano dalla summa di altri pensieri come ad esempio quello di Platone. Oriana si era incorniciata una citazione del filosofo tratta dalla “Repubblica” anche se la conosceva a memoria. In sintesi, Platone ci avvisava che nell’illusione di essere liberi, di fare tutto ciò che si vuole, in realtà si corre il rischio di elargire in modo malsano il potere ad una sola persona. Insomma c’è il pericolo proprio come oggi di dare il via libera alla tirannia.

Qualcuno sarebbe curioso di sapere perché sono così originali le idee della Fallaci e qualcun altro potrebbe obiettare che sarebbe inutile conoscerle dato che la giornalista riserva una critica per tutti, nessuno escluso. In effetti diversi lettori, pur condividendo le opinioni della scrittrice, si sono rivolti a lei per sapere a quale politico affidarsi, quale ideologia sposare. Tuttavia lei non ha potuto ribadire che una risposta non ce l’ha.La Fallaciha donato, fino a disintegrarsi, tutte le sue energie al suo lavoro ma resta pur sempre una giornalista anche se del tutto eccezionale, integra e molto colta (ha ricevuto persino la laurea ad honorem in letteratura pressola ColumbiaCollegeof Chicago). Penso che sarebbe felice di sapere di essere riuscita nel suo intento e cioè smuovere le coscienze dei lettori.

Come il grande poeta inglese T. S. Eliot preannunciava nella sua poesia ”The Waste Land”, l’Europa sarà una terra arida e bruciata in cui l’europeo sarà un paziente “anestetizzato” perché cronicamente malato, inconsapevole del male che lo affligge. Un uomo dimentico del passato e quindi senza difese per affrontare l’insidioso presente. Così, come una moderna Cassandra,la Fallacisi è sforzata fino al suo ultimo giorno di vita di informare e svegliare l’Eurabia ( l’Europa nelle parole della scrittrice) e soprattutto gli italiani per unirsi contro i fedeli di Allah. Per questo, in modo controcorrente, lei non disprezzava l’operato di Bush nel tentativo di proteggere l’Occidente dichiarando guerra all’Islam dopo l’11 settembre 2001. Quest’ultimo è il principale evento che l’ha spinta a “partorire” la sua trilogia di libri tra cui l’intervista a sè stessa. In quest’operala Fallacisfrutta l’analogia tra l’inferno che sta vivendo attualmente l’Europa e gli USA con l’Apocalisse dell’evangelista Giovanni. Nel suo post-scrittum infatti segna a piè pagina questo versetto: “e poi l’angelo disse:” Scrivi, perché ciò che dico è vero e degno di essere creduto”. Proprio in questo modo si potrebbe riassumere il motto della Fallaci che chissà quante altre pietre miliari ci avrebbe lasciato se non si fosse intromesso l’Alieno a portarcela via. Lei stessa ammetteva in modo brusco e franco che la morte sia un vero e proprio “spreco”.

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