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I massoni più potenti in Italia? Indovinate dove stanno…

In un periodo storico dominato dalla velocità delle comunicazioni e della circolazione di notizie, questa news è decisamente vecchia. Però potrebbe interessare chi, come me, non ne ha sentito parlare finora. O meglio, ne avevo sentito qualche stralcio, ma condito da un “ho sentito dire”. Insomma, questo elenco potrebbe chiarire le idee a chi volesse fare 2+2 sulla situazione economica globale.

Un interessante articolo   del novembre 2011 spiegava infatti come la massoneria globale, in particolare il gruppo Bildeberg, sia la responsabile del crollo della borsa, dello spread alle stelle, di tante altre faccende finanziarie che riguardano le economie degli stati europei. Chi fa parte della Bildeberg? Un brodo di autorità mondiali, come la regina Beatrice d’Olanda; il portoghese José Manuel Barroso, la massima autorità europea; Robert Zoellick, l’americano che presiede la Banca Mondiale; Timothy Geithner, il segretario al Tesoro di Barack Obama; Carlo Azeglio Ciampi; il finanziere David Rockefeller. Massoneria responsabile perché da queste crisi ha tutto da guadagnarci: mettere le mani su azioni in svendita e su enti pubblici in carenza di ossigeno; il tutto grazie all’aiuto di personaggi interni ai governi nazionali, o per lo meno, interni alle grandi istituzioni/banche/enti pubblici. Farneticazioni? Esagerazioni? Può essere. Non dico che tutto questo sia oro colato.

Scrivo dunque fedelmente l’elenco dei 42 massoni italiani più importanti pubblicati sul sito giornalistico Il corsivo quotidiano  nel giugno del 2011. Erano altri tempi: Berlusconi era alla guida di un governo in crisi e iniziava la scalata alle stelle dello spread italiano. Alcuni mesi dopo, questi personaggi hanno assunto ruoli ben più importanti. Sembra quasi che avessero bisogno di gestire la crisi dall’alto di ruoli più importanti, per comandare meglio. Vicino al nome compare il ruolo che hanno ricoperto al giugno 2011.

  • AGNELLI GIOVANNI, Presidente Gruppo Fiat
  • AGNELLI UMBERTO, Presidente Gruppo Fiat
  • AMBROSETTI ALFREDO, Presidente Gruppo Ambrosetti
  • BERNABE’ FRANCO, Ufficio italiano per la Ricostruzione nei Balcani, (Attuale Telecom Italia e La7)
  • BONINO EMMA, Membro della Commissione Europea
  • CANTONI GIAMPIERO, Presidente BNL
  • CARACCIOLO LUCIO, Direttore Limes
  • CAVALCHINI LUIGI, Unione Europea
  • CERETELLLI ADRIANA, Giornalista, Bruxelles
  • CIPOLLETTA INNOCENZO, Direttore Generale Confindustria
  • CITTADINI CESI GIANCARLO, Diplomatico USA
  • DE BENEDETTI RODOLFO, CIR
  • DE BORTOLI FERRUCCIO, RCS libri
  • DE MICHELIS GIANNI, Ministro degli Affari Esteri
  • DRAGHI MARIO, Direttore Min. Tesoro (Attuale Presidente Bce)
  • FRESCO PAOLO, Presidente Gruppo FIAT
  • GALATERI GABRIELE, Mediobanca
  • GIAVAZZI FRANCESCO, Dicente Economia Bocconi
  • LA MALFA GIORGIO, Segretario nazionale PRI
  • MARTELLI CLAUDIO, Deputato – Ministero Grazia e Giustizia
  • MASERA RAINER, Direttore generale IMI, Presidente di rete ferroviaria italiana ed ex Ministro del Bilancio
  • MERLINI CESARE, Vicepresidente Council for the United States and Italy
  • MONTI MARIO, Commissione Europe (Attuale Premier, ex Ministro dell’ economia)
  • PADOA SCHIOPPA TOMMASO, Bce, ex Ministro economia, nel 2010 consulente del governo greco
  • PASSERA CORRADO, Banca Intesa (Attuale Ministro sviluppo economico)
  • PRODI ROMANO, Presidente UE, ex Premier
  • PROFUMO ALESSANDRO, Credito Italiano (Attuale Ministro dell’Istruzione)
  • RIOTTA GIANNI, Editorialista La Stampa
  • ROGNONI VIRGINIO, Ministero della Difesa
  • ROMANO SERGIO, Editorialista La Stampa
  • ROSSELLA CARLO, Editorialista La Stampa
  • RUGGIERO RENATO, Vicepresidente Schroder Salomon Smith Barney
  • SCARONI PAOLO, Enel Spa, (Attuale Amministratore delegato di Eni)
  • SILVESTRI STEFANO, Istituto Affari Internazionali
  • SINISCALCO DOMENICO, Direttore Generale Ministero Economia
  • SPINELLI BARBARA, Corrispondente da Parigi – La Stampa
  • STILLE UGO, Corriere della Sera
  • TREMONTI GIULIO, Ministro dell’Economia
  • TRONCHETTI PROVERA MARCO, Pirelli Spa
  • VISCO IGNAZIO, Banca d’Italia
  • VITTORINO ANTONIO, Commissione Giustizia UE
  • ZANNONI PAOLO, Manager gruppo FIAT

Come potrebbero guadagnarci i massoni da un crollo della politica italiana? Ecco cosa riporta l’articolo precedentemente citato del 2011:

PUNTO PRIMO: La politica energetica italiana da’ molto fastidio ai confratelli anglo-americani. Berlusconi, per quanto criticabile sul tutti i fronti, è però riuscito a instaurare rapporti commerciali energetici con Libia e Russia. Ucciso Gheddafi è rimasta soltanto la Russia di Putin, l’E.N.I. é in difficoltà, nessun accordo con il nuovo governo libico é stato ancora intavolato. Attualmente, il 30% dell’E.N.I. è in mano pubblica. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e che vogliono mettere le loro avide mani, grazie alla crisi economica creata ad arte, sulle decine di miliardi che una maggiore proprietà dell’E.N.I significhebbe. Se l’Italia affonda, deve svendere le sue azioni. Se le svende, i grandi burattinai ci guadagnano.

C’è da ricordare che nella lista precedente compariva l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni.

PUNTO SECONDO: Con quasi 2500 tonnellate di oro, l’Italia possiede la terza maggior riserva di oro al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Il Fort Knox (precisamente 2.451,80 tonnellate) fa gola a molti. Mettere in ginocchio un paese con le tasche così piene d’oro é il sogno di ogni potente speculatore.

Da qualche mese circola la notizia che l’Italia, per risanare la crisi, dovrebbe vendere le riserve auree. Pur giudicata un’ultima spiaggia, non è un’ipotesi del tutto esclusa come si legge in questo articolo di Repubblica. Anche in un articolo del Corriere si legge la medesima cosa, ma stavolta la scrive Sergio Romano, uno dei 42 elencati precedentemente.

PUNTO TERZO: L’Italia é un paese con un importante patrimonio pubblico. Se l’Italia va male lo deve per forza svendere. I capitali stranieri sono voraci in termine di patrimoni pubblici. Ogni volta che un Paese va male, o é scosso da un accadimento che lo ha fortemente indebolito, gli avvoltoi sono lì, sempre pronti per nutrirsi di dsigrazie (fonte:disinformazione.it)

Per il punto 3, la faccenda è simile: Monti (anch’esso tra i 42) sta pensando di vendere il patrimonio pubblico. Affermazione che lo stesso ministro Passera (uno dei 42) ha fatto alla stampa.

Giuramento di Monti da Napolitano.

 

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