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Europei, cani ed italiani

Alcuni si sono ricordati delle vittorie degli azzurri, altri ancora dei cani trucidati per pulire le strade dai randagi. Chi sbandierava la propria passione per il calcio, chi la propria immacolata coscienza verso gli animali. In un tripudio di condivisione di immagini su facebook e slogan calcistico-morali gli italiani si sono dimenticati dei diritti civili quotidianamente calpestati in Ucraina.
Qualcuno ha sentito nominare il nome Julija Tymošenko in questo periodo? Si è per caso parlato di decine di migliaia di euro destinati alla costruzione di un ospedale pediatrico oncologico spesi per Euro2012?
Ovviamente no, tutti si sono dimenticati di queste cose. Non ce l’ho con il calcio, ne tantomeno con gli Europei che si sono conclusi ieri (per fortuna dell’Italia). Ce l’ho con i mezzi di informazione che non fanno nient’altro che propinare la solita pappa agli italioti medi che sanno solo tifare azzurri o indignarsi (giustamente) per il genocidio dei randagi. Ce l’ho con i mezzi di informazione perché con la scusa dei randagi sono riusciti a distrarre quella parte di popolazione che non avrebbe seguito gli Europei e avrebbe quindi potuto essere vigile su quel che davvero stava succedendo in Ucraina e in Europa in generale. Essere animalisti è ormai diventato trendy, e sono davvero poche quelle persone che possono essere considerate tali e non sprofondano nell’ipocrisia mondana di tale parola. Non mi sento affatto crudele quando penso che prima di informare dei risultati degli azzurri bisognava ricordare dei diritti umani che non ci sono. Non mi sento affatto crudele quando penso che sarebbe stato più importante usare questi europei per  far uscire ancora il marcio che c’è nelle istituzioni che spendono soldi destinati alla sanità invece che gridare al boicottaggio per la strage di cani. Non mi sento crudele perché immagino un ragazzi della mia età che vede morire il proprio fratello più piccolo siccome non ci sono strutture adatte. Questo non significherebbe politicizzare il calcio, ma solo farlo diventare un potente mezzo di informazione.  Ed è proprio questo che i potenti vogliono evitare. Vogliono evitarlo perché una “fuga di notizie” così importante potrebbe davvero far nascere una coscienza civile agli italiani. Questi si potrebbero rendere conto di essere trattati allo stesso modo e di essere stati drogati silenziosamente in questi anni con cose stupide, affinché non si accorgessero
del mondo in cui vivevano. La cosa più ridicola e amara è che questa presa di coscienza sono proprio gli italiani a volerla evitare.  Perché a noi ci interessa solo del pallone, delle belle donne dell’europeo e dei cani ucraini. Quando però noi saremo al posto di quel pallone e rotoleremo nella terra senza un soldo e senza un briciolo di pane allora si che sarà troppo tardi per informarsi. Quel giorno spero solo di essere abbastanza lontano dall’Italia per assistere desolato allo spettacolo ed esclamare,  senza soddisfazione a causa della situazione, “ve lo avevo detto io…”

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