I governi bancari Reviewed by Momizat on . L’articolo comparso sull’autorevole quotidiano americano, il New York Times del 13 maggio, ha dell’incredibile. Secondo il premio Nobel 2008 per l’Economia, Pau L’articolo comparso sull’autorevole quotidiano americano, il New York Times del 13 maggio, ha dell’incredibile. Secondo il premio Nobel 2008 per l’Economia, Pau Rating:
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I governi bancari

L’articolo comparso sull’autorevole quotidiano americano, il New York Times del 13 maggio, ha dell’incredibile. Secondo il premio Nobel 2008 per l’Economia, Paul Krugman, se la Grecia uscisse dall’euro le banche europee (in “pole” quelle italiane e spagnole) potrebbero bloccare la dazione di denaro dai conti correnti. Questa mossa andrebbe a tamponare la costante fuoriuscita di contante e sarebbe facilmente attuabile bloccando i bancomat. Questo articolo dimostra la vera potenza delle banche nel mondo.

Oltretutto, se questo avvenisse, sarebbe una palese e vergognosa violazioni dei principi “democratici” che in teoria dovrebbero regnare in Europa, ma soprattutto causerebbe ulteriori tensioni sociali e grossi problemi finanziari a famiglie che già si trovano in difficoltà economiche. In Italia i suicidi causati ai problemi finanziari sono ormai all’ordine del girono. Gli stati sono ormai soggiogati da veri e propri regimi bancari senza che nessuno riesca o voglia  fare nulla. Ogni proposta che danneggia le banche è stata trasformata o cancellata.

Le banche ultimamente hanno piazzato sempre più uomini di fiducia nei governi di vari Paesi. Questa loro strategia gli permette di muoversi con tranquillità nei loro loschi traffici, sapendo di poter contare su appoggi sicuri qual ora qualcosa andasse storto. La crisi economica non esiste, e non è mai esistita. La crisi economica è un’invenzione delle banche e dei governi per potersi rifare delle perdite delle loro speculazioni. Dall’altra parte invece, con lo spauracchio “dell’uscita dall’euro” da parte delle economie più deboli, i governi riescono a camuffare i loro favori alla banche.

Si inizia a parlare di signoraggio bancario, ma le notizie sono sempre frammentarie e i grandi mezzi di comunicazione e di stampa sorvolano per non avere problemi di finanziamenti.

Non è illegale chiedere tassi d’interesse al 7-10% su somme prestate e restituirne solo 1-3% su somme depositate. Nulla che faccia guadagnare le tasse è illegale. Paghiamo tantissime  tasse allo Stato che utilizza parte delle gabelle da noi versate per risanare, sostenere o semplicemente favorire le banche che, a loro volta, guadagnano sulle spalle dei contribuenti.

Il popolo però non si ribella e continua a subire in silenzio queste vessazioni.

Ultimamente la Fornero ha dichiarato che sarebbe buono se la disabilità si privatizzasse: se sei “handicappato” ti conviene avere anche i soldi per pagarti un’assicurazione che ti copra le spese mediche, sennò o muori o ti fai una vita d’inferno. Peccato che le assicurazioni non sono altro che una nutrita costola delle banche.

Ancora loro, sempre loro, per sempre loro finché i cittadini non si rifiuteranno di pagare i propri mutui in massa. Finché il popolo alzerà la testa e capirà che non siamo noi a dover aver paura dei governi ma loro di noi. Ma finché non capiremo questo ci sarà almeno un suicidio al giorno a causa della crisi. Sarà per sempre così, e lasceremo ai nostri figli un Paese privatizzato all’ennesima potenza, dove solo chi ha i soldi può permettersi di studiare, di vivere e di mangiare. Siamo noi che lo vogliamo con il nostro silenzio. Siamo noi che ce lo meritiamo a causa del nostro silenzio.

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