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Il terremoto dimenticato

Faccio il pendolare da Verona a Bologna, tre-quattro volte alla settimana. La linea ferroviaria passa proprio vicino ai paesi che ultimamente sono stati fortemente colpiti dal terremoto: Mirandola e San Felice sul Panaro. Ed è proprio a due passi dalla stazione di San Felice che la tendopoli della protezione civile ha trovato “fissa dimora”.
Quando il treno passa davanti a quelle tende bianche si capisce subito chi sono i pendolari e chi invece coloro che sono occasionalmente li. si capisci perché questi ultimi sbarrano gli occhi stupiti quando vedono le macerie e molti si affollano incuriositi vicino ai finestrini per vedere meglio la sciagura che si presenta davanti ai loro occhi. Sono stupiti perché sono cose così lontane da noi che non potevano di certo immaginare delle scene così tristi e realistiche. Certe cose accadono sempre agli altri. Sono increduli perché ormai da diversi giorni l’interessa dei media nei confronti delle popolazioni colpite è andato scemando. Non si aspettavano di vedere ancora li quelle macerie. Ed è facile sentire qualcuno esclamare: “Guarda li cosa è successo…”
Questo terremoto è entrato nei cuori di queste popolazioni così duramente colpite. Sono morte parecchie persone in maniera evitabile e sciocca, per colpa della disattenzione altrui. Sono morti degli operai che svolgevano il loro lavoro. Ma tutto passa per gli italiani, più abituati a rimpiangere per giorni un divo del cinema o dello sport che un operaio. Così molte cose sono passate sotto silenzio. Altri operai, quelli che le penne non le hanno lasciate sotto le macerie per pura fortuna dovevano tornare a lavorare ma “a loro rischio e pericolo.” Coloro invece che potevano tornare a lavorare hanno dovuto lottare perché ragioni varie, leggi e nastri di sicurezza glielo impedivano.
Si è parlato della generosità di alcune aziende che hanno rilevato le commissioni delle aziende terremotate per non far perdere i clienti.
Ci sarà qualcuno che parlerà della mancata restituzione dei clienti alle aziende terremotate da parte delle aziende “generose”?
Si parlerà di dove stanno finendo tutti i soldi degli sms solidali?
Si parlerà di come saranno gestite le ricostruzioni e di come verranno aiutate le aziende colpite che non solo davano lustro all’Emilia ma anche a tutta l’Italia?
Ne dubito, perché gli italiani in questo momento devono pensare agli Europeo di calcio.
Ne dubito perché in Italia manca l’informazione basilare degna di un Paese civile.
Ne dubito perché ormai ho perso fiducia in questo popolo e in questa classe politica che ha come unico grande antagonista un simpatico comico italiano.
La gente dimentica e telegiornali nazionali preferiscono parlare di gossip e menate varie invece di fare informazione. Come quando subito dopo le scosse andavano ad intervistare eminenti luminari geofisici che, con grande esperienza e serietà affermavano: “ I terremoti sono pericolosi”
E sarà quando anche la nostra penisola farà la fine della Grecia che molti di noi esclameranno stupiti: “Guarda li cosa è successo…”

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