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Negare l’Olocausto.

Entrata ferroviaria al campo di Auschwitz-Birkenau.

Da parecchio tempo mi sono interrogato sul cosiddetto “Revisionismo (o Negazionismo) dell’Olocausto”. Mi sono chiesto cosa spingesse alcune persone a negare o a mettere in discussione un avvenimento che ha sconvolto l’Europa, che ha lasciato profonde cicatrici nell’anima dei pochi fortunati che sono stati in grado di tornare a casa dai vari Auschwitz, Treblinka, Sobibor, Belzec, ecc. Mi sono domandato cosa pensassero le persone che di fronte alle foto di uomini ridotti a scheletri con la pelle rispondevano con un rifiuto, con un “No, è un falso”. Facendo alcune semplici ricerche sul web mi sono imbattuto in frasi orribili, cariche di odio, ai limiti dell’incredibile: frasi che dopo quasi 70 anni non vorremmo di nuovo sentire. Eppure ci sono blog che veicolano queste informazioni, forum sui quali gli utenti rilasciano dichiarazioni neonaziste e che arrivano appunto a negare la Shoah.

Addirittura esiste l’Institute for Historical Review, un istituto americano che è attivo nella diffusione di simili idee e sul quale sito è possibile trovare un elenco di 66 domande – fatte ad hoc – alle quali un revisionista dà risposta. Risposta che ovviamente tende a mettere in dubbio la Shoah. Sono dell’idea che bollare come tabù le loro dichiarazioni giochi solamente a loro vantaggio: tappare loro la bocca non è il modo per tramandare ciò che è accaduto. Cosa affermano i negazionisti? Le loro tesi sono veritiere?

Andiamo con ordine. Ognuna delle 66 risposte può essere smentita o ridimensionata, tuttavia non voglio passarle in rassegna una per una, mi limiterò ai punti principali.

Il rapporto di Eichmann in cui censisce gli ebrei europei.

NUMERI. I negazionisti affermano che “solo” 300.000 ebrei morirono durante l’occupazione nazista, al contrario dei 6 milioni che vengono comunemente riportati. Per di più, sarebbe impossibile aver ucciso 6 milioni di ebrei, in quanto nei territori in seguito occupati dai tedeschi si trovavano nel 1939 4 milioni di ebrei e molti riuscirono a fuggire in America o Palestina. Inoltre i 300.000 ebrei sarebbero morti per epidemie, per i bombardamenti alleati o per la fame che attanagliava l’Europa. Questi sono numeri totalmente falsi. Infatti un rapporto nazista stilato da Adolf Eichmann (l’esperto della logistica dell’eliminazione degli ebrei) nel 1942 indicava in 11 milioni il numero degli ebrei europei sterminare (foto a lato). Per giunta i negazionisti non riportano documenti o prove per avvalorare le loro tesi o per smentire la cifra di 6 milioni di morti.

CAMERE A GAS. I negazionisti mettono anche in discussione l’eliminazione degli ebrei nelle camere a gas: a loro avviso non si sarebbero mai potute eliminare in questo modo 6 milioni di persone se non in tempi molto più lunghi. Tuttavia non si è mai affermato che tutti gli ebrei venissero uccisi nelle camere a gas, che comunque entrarono in funzione solamente nel 1942. Specialmente sul fronte russo dove morirono circa 1,1 milioni di ebrei, le vittime vennero eliminate con la fucilazione o all’interno di camion in cui veniva fatto confluire il gas di scarico del motore (Gaswagen). 

FORNI CREMATORI. I negazionisti affermano che i forni crematori non sarebbero mai stati in grado di bruciare in pochi anni 6 milioni di persone. Dimenticando, tuttavia, che molti degli ebrei eliminati furono sepolti in fosse comuni, soprattutto sul fronte orientale.

NAZISMO. I negazionisti giungono pure a fare una dichiarazione farneticante: gli ebrei dichiararono guerra al nazismo. Fermo restando che questo non autorizza una loro totale eliminazione fisica, la cosa è da analizzare per bene. In realtà non era una guerra vera e violenta, ma il boicottaggio dei prodotti tedeschi a partire dal 1933 da parte degli ebrei. In fondo in tutto il mondo si sapeva cosa conteneva il Mein Kampf, che fu una sorta di manifesto delle idee nazionalsocialiste. Una frase del libro fra tutte: “Gli ebrei sono indubbiamente una razza, ma non sono umani”. A quel punto è normale capire perché gli ebrei boicottassero i prodotti della nazione nazista, così come oggi si boicottano le aziende multinazionali che sfruttano il lavoro minorile.

TESTIMONIANZE. La peggior cosa però i negazionisti la affermano riguardo le testimonianze: sono tutte false. Dal diario di Anna

1941. Uomo con la stella di David, usata per identificare gli ebrei.

Frank, ai racconti dei sopravvissuti (termine che spregiativamente virgolettano), passando per le foto dei soldati alleati scattate alla liberazione dei lager. Si tratterebbe di fotomontaggi, oppure di foto di morti per epidemie, di testimonianze false composte da “sionisti” o dallo stato di Israele per autolegittimarsi.

Voi ci riuscite a immaginare cosa dev’essere per un sopravvissuto all’Olocausto sentire queste affermazioni? Cosa può significare sapere che qualcuno reputi fantasiosa la tragedia peggiore della propria vita? Il dubbio non può insinuarsi su queste vicende, è necessario informare, far conoscere, tramandare, insegnare e spiegare. Perché queste cose vengano conosciute da tutti, e non accadano mai più.

Quello che i negazionisti cercano di fare è attaccare le prove dello sterminio, le docce, i lager, i forni crematori. Ma non è qui che è iniziato lo sterminio. Lo sterminio è iniziato con la stella gialla sulle giacche, con i ghetti, con la privazione di diritti e di beni, con l’odio e la segregazione, con le sinagoghe in fiamme e le vetrine imbrattate o infrante. E’ questo che caratterizza tale genocidio dai tanti altri avvenuti nella storia: non è stato mosso per ottenere vantaggi territoriali, economici o militari; bensì per cancellare dalla faccia della terra un popolo. Una storia vergognosa che tutti, specialmente i giovani, devono sapere. Nonostante i negazionisti.

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