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Rifascistizzazione: ecco la vera crisi in Italia

In Italia insieme all’economia sta morendo la Cultura.
Per cultura si intende non solo l’arte, ma soprattutto la coscienza sociale che dovrebbe contraddistinguere un popolo. Essa dovrebbe essere un freno inibitore, una linea guida generale che suggerisce i giusti comportamenti. Ci sono dei principi assoluti da seguire per vivere in armonia con altri individui. Sembra banale dirlo, ma il rispetto delle idee altrui, il riconoscimento di pari dignità intellettuale nei confronti di razze diverse dalla nostra e l’onestà verso le istituzioni sono i tre principali pilastri di una società civile.
Uno dei grandi problemi dei nostri giorni è la  rifascistizzazione degli italiani. È sempre più frequente trovare, insieme ai vecchi rattrappiti nostalgici del duce, persone, anche molto giovani, che riscoprono e sostengono le politiche sociali di Mussolini. Essi partono dal presupposto che la politica economica fascista funzionò. Potrebbero anche avere ragione su alcuni punti. Le pensioni e la bonifica di vaste zone paludose sono state un importante tassello per l’Italia del tempo, ma anche per quella odierna che ancora risente di queste azioni positive. Però, dopo aver parlato di economia, iniziano ad affermare anche che la politica sociale di Mussolini era buona: l’Italia deve auto sostenersi con la propria forza lavoro, bisogna combattere per affermare il predominio degli uomini bianchi e tenere alto l’orgoglio nazionale. In poche parole: l’Italia agli italiani. Riguardo a Mussolini dicono che “Il suo unico errore è stata l’alleanza con Hitler, ma chi non lo avrebbe fatto? La vittoria sembrava vicina e se non si fosse alleato con il baffetto tedesco anche l’Italia sarebbe stata occupata dai nazisti.” Dopo questo delirio affermano che è di nuovo giunto il tempo che gli italiani riprendano il possesso delle loro terre.
Sono solo cavolate. Mussolini era un dittatore e questo basta per cancellare tutto ciò che ha fatto di buono per l’Italia. Se non ci fosse stato lui probabilmente l’Italia avrebbe avuto le pensioni, la bonifica delle zone paludose e anche una democrazia che è sempre stata latente nella nostra penisola, sarebbe stata solo questione di tempo.
Parlando di fascismo spesso si sente affermare: “E’ una roba degli anni ’40. Di anni ne sono passati più di 60…Volta pagina.” Il punto da cui nasce il problema è proprio questo: il fascismo non è una cosa del passato, ma è tremendamente attuale. Ha cambiato nome, leggi Forza Nuova, ma la sostanza è sempre la stessa: razzismo, violenza e tanta stupidità mista ad ignoranza. Spesso anche la Lega ha un’ideologia xenofoba, unita ad una violenza orale e una ignoranza pregnante che ricorda tristemente il fascismo. Pensando che esso non esista più stiamo costruendo delle ottime basi su cui edificare la rifascistizzazione dell’Italia. È preoccupante quando un popolo pensa che il passato non possa ritornare. Voltare pagina e dimenticare sarebbe troppo facile ma maledettamente pericoloso. Ironicamente la gente chiede: “Cosa vuoi fare da grande, il partigiano?”. Con la speranza che i partigiani anti-fascisti non debbano più esistere, se questo dovesse succedere non farei il partigiano. Non lo vorrei e non lo potrei essere: la resistenza è simbolo di una volontà di ridare al popolo la libertà e la democrazia usurpate da un dittatore. I partigiani sono stati coloro che hanno creduto alla possibilità di avere un’Italia migliore. I partigiani non potranno più esistere. Il fascismo negli anni 20/40 è riuscito a sfruttare condizioni economiche e sociali difficili. Ha saputo far perno sullo stupido orgoglio di appartenenza ad una nazionalità, ha trovato la sua forza nell’ignoranza e nella disinformazione. Gli italiani erano in parte intontiti da tutto ciò che sentivano e, se anche non sono giustificabili, non è difficile comprendere il perché dell’ascesa fascista in Italia. Oggi queste condizioni non ci sono più. Se un nuovo regime di stampo fascista dovesse instaurarsi nuovamente in Italia, significherebbe che gli italiani lo hanno consciamente voluto e quindi la resistenza sarebbe inutile. Non potrei essere un partigiano per questo motivo, e neanche vorrei esserlo perché ripetere due volte gli stessi errori non è accettabile. Gli italiani hanno tanto da imparare. Il fascismo non è cosa passata, il fascismo è tremendamente attuale. Molti italiani non si sono meritati i partigiani passati e non si meriterebbero eventuali e rari partigiani futuri.

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