Tra femminismo e stupidità

L’Italia di Sanremo è quella che nessuno di voi vorrebbe vedere. Musica di poca qualità e tante farfalle al vento. In un precedente editoriale avevo parlato delle quote rosa, sostenendo che quando le donne rifiuteranno  questo tipo di meccanismo discriminatorio per loro, allora si avrà davvero parità di sessi (leggi articolo per saperne di più).

Sempre più spesso si sente parlare di femministe. Chi si autodefinisce tale è sostiene la parità politica e societaria delle donne e sostiene che il sesso non deve essere un fattore discriminante o pregiudiziale. Secondo questa definizione dovremmo essere tutti femministi/e, poiché chi è dotato di buon senso non può far altro che sostenere e incentivare la parità tra i due sessi. Il risultato di una società anti-femminista è quindi uno dei più grandi fallimenti di questa epoca. Il problema principale però sta a monte: i maschi. Generalizzando il discorso ed osservando i risultati odierni, difficilmente cambieranno idea finché vedranno che conviene estromettere le donne dai posti di potere e sarà proficuo vederle mezze nude in televisione. Questo pensiero non farà altro che rafforzarsi  vedendo gli ottimi risultati che esso porta nei confronti del genere maschile.

La situazione, socialmente e intellettualmente drammatica, può essere cambiata solo con un’azione decisa da parte delle donne. Devono rifiutarsi di essere oggetti sessuali, rifiutare il loro ridimensionamento intellettuale, rifiutare ogni discriminazione. Questo però deve avvenire nella maggior parte delle donne: opporsi a questa dittatura silenziosa a cui sono sottoposte. Un altro grande problema è che per ogni dieci donne pronte a combattere per la propria dignità, ce ne sono altrettante che pur di raggiungere un obbiettivo sono pronte a tutto. O peggio amano semplicemente farsi notare usando mezzi alquanto discutibili. Ed è così che assistiamo a scene di nude look e di farfalle semi-nascoste al Festival di Sanremo. Non un programma in seconda serata per soli adulti, ma il festival della canzone italiana. Sono questi le circostanze che rovinano il lavoro di migliaia di donne in cerca di riscatto. È l’effetto pornografico diffuso in televisione che rafforza lo stupido pensiero maschilista della società secondo il quale “se conviene, e loro sono contente, si può continuare tranquillamente così”. Come un detto popolare recita “ci vuole tanto per costruire ma poco per distruggere”, ci troviamo di fronte questa nuova settimana ricordando le immagini del festival che hanno distrutto tanto lavoro e tanti sacrifici femministi . Belen ha dichiarato che nessuno l’ha obbligata a mettere quel (s)vestito, ma lo ha scelto da sola. Vergognoso. Se fosse stata costretta si potrebbe parlare ancora una volta del maschilismo della società, cercando di usare questo evento come punto di forza per dimostrare lo schifo di una società anti-femminista. Non è stata costretta, ha scelto lei. In questo caso, purtroppo, possiamo parlare solo di tanta stupidità ed ignoranza. Come alcune  femministe ucraine che per protestare si denudano: spengono il fuoco con la legna. È questa la società di oggi.

Buona settimana alle tantissime donne oneste e dignitose, duramente insultate da stupidi maschi e ignoranti soubrette di fantomatici e vergognosi spettacoli televisivi.

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