Hollande ed il ruggito del leone Reviewed by Momizat on . Un ruggito elegante ma deciso e l’Europa si inchina ad Hollande, settimo presidente francese. Sarkozy ha perso. Hollande azzanna la preda. Non dilania del tutto Un ruggito elegante ma deciso e l’Europa si inchina ad Hollande, settimo presidente francese. Sarkozy ha perso. Hollande azzanna la preda. Non dilania del tutto Rating:
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Hollande ed il ruggito del leone

Un ruggito elegante ma deciso e l’Europa si inchina ad Hollande, settimo presidente francese.
Sarkozy ha perso.
Hollande azzanna la preda. Non dilania del tutto, come si prevedeva fino a qualche settimana fa, il suo avversario, ma lo ferisce abbastanza da metterlo al tappeto. Ed è vittoria.
Non vedremo più tanto in televisione quella stangona di Carla Bruni, e questo forse ci dispiace un po’, ma Hollande, nonostante non sia bello come la Brunì, è una visione più celestiale. È forse l’uomo che buona parte dell’Europa e degli italiani aspettavano, colui che può dire basta allo strapotere bancario che trovava i suoi massimi apici nel trittico Merkel-Sarkozy-Monti. Come slogan ha scelto “Le changement c’est maintenant” (il cambiamento è adesso) e non può che essere così. Perché se non avessimo cambiato oggi, in questa domenica primaverile, probabilmente domani sarebbe stato troppo tardi.
L’Europa sta affondando, e i suoi condottieri, su tutti Monti, continuano a mietere vittime.
L’Italia stessa subirà un forte contraccolpo perché avrà come vicino un socialista, un uomo di popolo. I matrimoni gay saranno permessi, le banche non saranno più padrone.
Cosa succederà? Sarà il tempo a dirlo, nella speranza che questo cambiamento non sia un blando vento tiepido.
È la svolta che attendevo, che speravo, che sognavo da tempo. I francesi hanno dato un segnale importante. Non c’entra l’essere di destra o di sinistra, ma è il desiderio di una nuova uguaglianza sociale  che deve accomunare tutti gli animi. La destra xenofoba e violenta è stata respinta.
51,8% dei voti in palio, ed è tripudio.
Tutti i francesi hanno vinto insieme ad Hollande.
In questo tripudio morale però giunge dalla Grecia una cattiva notizia. Il partito neonazista Alba Dorata ha ottenuto il 7% dei voti riuscendo così ad entrare in parlamento. Anche questa è una pessima svolta che demarca ancora un volta come la crisi economica sia prima di tutto una crisi sociale. Un partito neonazista in un parlamento europeo è un inizio di cancro che pericolosamente si può espandere. Soffoca le cellule sane e con le sue terribili metastasi uccide ciò che trova sul suo cammino.
È questa la faccia peggiore di un’Europa in profonda crisi. La vittoria di Hollande deve essere un punto di partenza per tutti.
Tra un anno toccherà a noi italiani votare. Riusciremo anche noi a distinguere i massoni e i banchieri dai veri politici? Riusciremo a votare persone non colluse con la mafia o corrotte da tangenti? Riusciremo noi ad oltrepassare l’idea di destra e sinistra e votare chi davvero cerca di fare gli interessi del nostro popolo?
Ci riusciremo come hanno fatto il 51,8 % dei francesi che hanno detto basta a Sarkozy? Questo non lo so, e alla fine non è che una mia semplice e contestabile opinione. Ed è così che il ruggito elegante di Hollande spazza via la bellezza della Brunì e ci fa esclamare, con grande soddisfazione: “Adieau Sarkò”.

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