Il tifone Bopha mette in ginocchio le Filippine Reviewed by Momizat on . La quiete dopo la tempesta è assordante. Il passaggio del tifone Bopha, ormai in uscita dall’arcipelago delle Filippine, lascia dietro di sé sofferenza e desola La quiete dopo la tempesta è assordante. Il passaggio del tifone Bopha, ormai in uscita dall’arcipelago delle Filippine, lascia dietro di sé sofferenza e desola Rating:
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Il tifone Bopha mette in ginocchio le Filippine

La quiete dopo la tempesta è assordante. Il passaggio del tifone Bopha, ormai in uscita dall’arcipelago delle Filippine, lascia dietro di sé sofferenza e desolazione. E’ stato il più grave disastro naturale di quest’anno nel Paese: stando al provvisorio conteggio ufficiale le vittime sarebbero circa 280; per non parlare di altri centinaia di dispersi, a causa delle valanghe di fango provocate dalle piogge torrenziali che hanno colpito l’isola meridionale di Mindanao, per poi spostarsi a Palawan, devastandola.

La provincia che ha subito più danni è quella di Compostela Valley, dove allagamenti e smottamenti hanno travolto edifici, scuole e piantagioni. In questa regione i morti sono stati 151. Alcune delle zone maggiormente colpite non sono state ancora raggiunte dai soccorritori, a causa dei pesanti danni alle infrastrutture che rendono necessari gli interventi con gli elicotteri dell’esercito. In molte aree le linee elettriche non sono state ancora ristabilite, impedendo di fatto le comunicazioni. Qui, infatti, i venti hanno raggiunto i 175 chilometri all’ora, creando non pochi disagi.

“Le inondazioni sono arrivate all’improvviso e inaspettatamente, e i venti erano fortissimi”. Così ha dichiarato il governatore Arthur Uy, spiegando come alcuni bacini acquiferi per l’irrigazione abbiano tracimato, alimentando le inondazioni. “Intere famiglie sono state letteralmente spazzate via. Alcuni corpi sono stati ritrovati a 10 km di distanza”- ha tenuto a precisare il Ministro degli Interni, Manuel Roxas.

Anche se il tifone Bopha sembra aver placato la sua ira, il peggio non è passato. Il timore delle autorità è che si diffondano epidemie nelle zone più danneggiate a causa del caldo tropicale – infatti a Mindanao è tornato a splendere il sole – e dell’impossibilità di accelerare le sepolture delle vittime. Tuttora decine di cadaveri ritrovati nel fango sono stati allineati e ricoperti da semplici foglie di banano.

Se le autorità non avessero preso precauzioni, come l’evacuazione preventiva di 170 mila persone, a quest’ora il bilancio delle vittime sarebbe stato nettamente superiore. Ne è prova  il tifone Washi che l’anno scorso causò quasi 1.500 morti, pur essendo di intensità minore rispetto a Bopha.

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