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Una testimonianza dalla Grecia

Una testimonianza dalla grecia

«Il mio nome è Gerry, ho 36 anni, e vivo a Corfù in Grecia. Qui nel nostro Paese la situazione è critica: ora non possiamo più permetterci lo stresso tenore di vita di qualche anno fa, a causa delle misure di austerity, la disoccupazione è oltre il 20% e sta aumentando il numero dei senzatetto.
La classe media non esiste più; esistono solo i super ricchi evasori con i conti all’estero e la classe bassa che si sforza di pagare le tasse supplementari. La cosa peggiore è che ormai non c’è più speranza nell’animo delle persone e l’atmosfera è molto cupa. Questi sono fatti che interessano tutta la popolazione; con le nuove misure di austerity appena approvate si passa di male in peggio. Basta solo pensare al taglio dello stipendio minimo del 20%.»

[English version]

Ho letto ciò che riguarda il nuovo piano di austerity, ma perchè il governo non fa una seria lotta contro l’evasione colpendo soprattutto chi ha i soldi all’estero?

«Dato che il denaro di queste persone non si trova nelle banche greche, il governo non può fare più di tanto (o forse semplicemente non vuole). Tant’è vero che poi a pagare le tasse sono le piccole imprese e i lavoratori del settore pubblico e privato.
Ma la cosa più sconcertante è il fatto che l’Unione Europea non ha interesse a stanare i conti all’estero perchè sono proprio le aziende che evadono a fare affari con le società e le grandi industrie tedesche e britanniche.
E’ facile dare la colpa ai lavoratori del settore pubblico o ai Greci che non pagano le tasse, ma il problema è nel profondo delle radici della zona euro e nella costituzione finanziaria.»

«Io lavoro nel settore privato come manager e mia moglie come restauratrice d’arte indipendente, quindi non siamo mai stati dipendenti dello Stato. Negli ultimi tre anni il Ministero della Cultura non ha più concesso alcun contratto. Così ora lei lavora solo per clienti privati ​​e per alcune chiese. Ora guadagna il 25% in meno di quanto guadagnava qualche anno fa, anche se le tasse e il costo della vita (supermercati, benzina, elettricità, ecc) sono aumentati almeno del 20%.»

E secondo te come può ripartire l’economia dell’Europa e della Grecia? Pensi che gli Eurobonds siano una possibile soluzione o pensi che l’euro sia destinato a scomparire?

«Gli Eurobonds sono solo una parte della soluzione ovviamente necessaria. L’emissione degli Eurobond darà una spinta in più allo sviluppo, permettendo di riavviare l’economia dei paesi nella zona Euro e di far scendere la disoccupazione grazie al “denaro fresco” immesso nei mercati, esattamente come è accaduto negli USA.
I trattati principali dell’UE devono cambiare, a partire dalla solidarietà tra Paesi. Solidarietà significa che tutti i Paesi hanno la loro parte di profitti e non solo debiti.
Naturalmente io non sono un analista economico, ma mi sembra che serva solo buon senso per capire che i continui piani di austerity non aiuteranno affatto la Grecia a rimettersi sulle sue gambe.»

Ψηφίζουν το θάνατο της Ελλάδας. Θέλω να τους κοιτάζω στα μάτια όταν θα ψηφίζουν.
Loro votano per la morte della Grecia. Voglio guardarli negli occhi quando votano.

Mikis Theodorakis

Gerry conclude…
«I greci, come gli italiani, non sono affatto pigri come suggeriscono certi stereotipi. In realtà lavoriamo molto più dei nostri vicini del Nord. Siamo stati noi i primi a inventare la cultura e la democrazia, sicuramente un giorno ripristineremo entrambi.»
Saluti da Corfù.
Gerry

Intervista e traduzione a cura di Phil.
Foto: blog.panorama.it
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