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Verso un vaccino contro l’obesità

Traduzione

Alcuni ricercatori americani sono riusciti a ridurre la predisposizione a prendere peso dei topi obesi, agendo sull’ormone della crescita.

L’epidemia mondiale dell’obesità é la sfida più grande del XXI secolo per la sanità pubblica. Di fronte alla difficoltà di aiutare i malati a ritrovare la forma fisica, la prospettiva di un vaccino costituisce una grande speranza.  Anche se  si é ancora molto lontani dal testarlo sull’uomo, i lavori di ricerca pubblicati nel Journal of Animal science and Biotechnology mostrano una pista interessante.

Il ricercatore Keith Haffer, presidente della società BraascBiotech con sede nel Dakota del Sud (Stati-Uniti), é partito dal constato che l’ormone della crescita e una proteina (IGF-1) accellerebbe il metabolismo, in altri termini, il consumo di calorie, portando quindi alla perdita di peso. Tuttavia, l’azione di queste due molecole é bloccata da un altro ormone chiamato “somastatina”. Iniettando ai topi una forma modificata di questa molecola, i ricercatori sono riusciti ad indurre l’organismo a produrre anticorpi,  in questo modo si ostacola la produzione di somastatine, liberando l’effetto booster de l’ormone di crescita sul metabolismo.

Un aumento di peso ridotto

Due versioni leggermente diverse del vaccino sono state somministrate ai topi resi obesi da un regime alimentare ricco di calorie. Dieci dei roditori hanno ricevuto il vaccino, gli altri dieci costituiscono il gruppo placebo. I preparati sono stati somministrati due volte, all’inizio delle sei settimane e poi al ventiduesimo giorno d’esperimento. Quattro giorni dopo la prima iniezione, i topi vaccinati, che continuavano a seguire un’alimentazione calorica, avevano perso il 10 % di materia grassa, mentre il peso degli altri roditori, con la stessa dieta, non era diminuito. Al termine delle sei settimane, i porcellini d’india presentavano sempre gli anticorpi contro la somastatina, senza che l’ormone della crescita e l’insulina avessero raggiunto dei livelli superiori alla norma. Essi ricominciavano a prendere peso, ma due o tre volte  meno rapidamente rispetto alle cavie che avevano ricevuto il placebo.

Per Keith Haffer, questo studio mostra come sia possibile trattare l’obesità attraverso la vaccinazione. Inoltre, lunghe e approfondite ricecrche sono necessarie per studiare gli effetti a lungo termine di questo vaccino, ma questo permetterebbe quindi al personale medico professionista di disporre di un metodo non invasivo e che non preveda la somministrazione di farmaci,contro l’epidemia del sovrappeso. Ricordiamo che esistono pochi farmaci anti-obesità autorizzati in Francia e che la chirurgia bariatrica é solo riservata agli obesi gravi. L’aspetto essenziale del seguire il  malato consta in un programma nutrizionale e nell’incentivare lo svolgimento dell’attività fisica a vita.

Prudenza degli esperti

Sébastien Czernichow, direttore del servizio nutrizione dell’ospedale Ambroise-Père di Boulogne-Bellancourt, ha delle riserve su queste richerche che restano molto preliminari.”Sul piano dell’efficacia del trattamento, lo studio prevede solo una differenza di pochi grammi tra i topi vaccinati e quelli del gruppo placebo : é sufficiente guardando al margine di errore? D’altronde, queste ricerche non misurano il livello glicemico (quantità di zucchero presente nel sangue) nelle cavie esaminate- o sappiamo solo che l’ormone di crescita può farlo aumentare, con un rischio potenziale di contrarre il diabete. Infine, i topi hanno comunque preso peso anche se in proporzione minore.  Czernichow afferma tuttavia che “ogni ricerca sull’obesità é interessante dal momento che oggigiorno disponiamo di pochissimi metodi terapeutici per lottare contro questa terribile malattia cronica : l’obesità”.

 

 

 

 

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