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L’argentina delle meraviglie – Seconda parte – Posadas e le Missioni Gesuite; le province di Jujuy e Salta

Questo è l’articolo 2 di 8 articoli dell’inserto Argentina

Come accennato nella prima parte dell’inserto pubblicato qualche giorno fa, l’Argentina non è di certo solo Buenos Aires. Nella parte nord-est del paese, incastonata tra Paraguay e Brasile, troviamo la piccola regione di Misiones. La regione, principale produttrice di yerba mate, la bevanda argentina per eccellenza,  prende il nome dalle missioni gesuite che vi si insediarono nel XVII secolo e le cui rovine costituiscono un buon motivo per dedicare una tappa del vostro viaggio sudamericano a questo lembo di terra. Ma la vera attrazione principale della regione, sebbene il paesaggio sia già di per sé straordinario, tra piantagioni di manioca, papaya e bambù e colline ondulate, sono senza dubbio le Cataratas del Iguazù, ovvero le cascate di Iguazù, che proprio al confine tra Brasile e Argentina (il parco è suddiviso in due versanti, uno argentino e uno brasiliano, entrambi visitabili e dai panorami mozzafiato), offrono uno degli spettacoli d’acqua più suggestivi al mondo.

 

Il clima e la fortissima umidità che si registra nel parco (Parque Nacional Iguazù in Argentina, Parque do Iguaçù in Brasile) ha permesso la creazione di un habitat molto eterogeneo, che conta 2000 varietà di piante, 400 specie di uccelli e numerosissimi insetti, mammiferi e rettili.

 

 

 

Il modo migliore per ammirare le imponenti cascate è quello di prendere uno degli innumerevoli sentieri che si snodano nel parco: in particolare il Paseo Superior (650 metri) e il Paseo Inferior (1400 metri), consentono di ammirare – ed immortalare- panorami stupendi  percorrendo ponti e passerelle.

Da non perdere la Garganta del Diablo (Gola del Diavolo), dove dopo una passerella di 1100 metri, vi si prospetterà davanti un luogo maestoso, in  cui un’assordante cascata si getta, su tre lati, in un vortice circolare dal quale salgono spruzzi e vapori visibili anche a centinaia di metri di distanza. Altra esperienza imperdibile è quella di rivolgersi ad una delle agenzie presenti nel parco per un’uscita in gommone verso il fondo di una delle cascate: ne uscirete completamente bagnati (ma vi verranno fornite apposite sacche per proteggere i vostri effetti personali e l’immancabile macchinetta fotografica) ma ne varrà davvero la pena!

 

 

 

Qui troverete moltissime informazioni utili per raggiungere il parco e sulle attività che possono essere svolte all’interno di esso: http://www.iguazuargentina.com/espanol/

 

Proseguendo il nostro viaggio verso ovest, ( e tralasciando inevitabilmente, per questioni di spazio e di “estensione” del paese, alcune delle sue bellezze) incontriamo le province di Jujuy e Salta, le più nord-occidentali dell’Argentina, confinanti con Bolivia e Cile. San Salvador de Jujuy (chiamata più semplicemente Jujuy), con i suoi 278.000 abitanti, è una delle città più vivibili del nord dell’Argentina, con una popolazione locale amabile e cordiale, ristorantini di tutto rispetto e un’aria autenticamente indigena. A 19 km da Jujuy, in una profonda area verdeggiante, si trovano le sorgenti termali di Termas de Reyes, (Terme dei re)  le cui acque sgorgano, naturalmente, a più di 50 gradi centigradi.

Invece Salta, con poco più di 450.000 abitanti, offre tutte le strutture, i servizi e i divertimenti di una grande metropoli, pur conservando inalterata la piacevole atmosfera del piccolo centro, e la presenza di un cospicuo numero di edifici coloniali. Fondata nel 1582 e con il suo clima costantemente primaverile, così come buona parte delle zone circostanti, Salta incontrerà il favore tanto dei turisti più esigenti quanto dei viaggiatori fai da te, con la sua musica folk lorica dal vivo, i suoi caffè sulle piazzette , i suoi interessanti musei e le sue chiese e cattedrali. La già citata Aerolinea Argentina collega Salta tre volte al giorno con l’Aeroparque Jorge Newbery di Buenos Aires (da non confondersi con l’altro aeroporto della capitale, il “Pistarini”, usato prevalentemente per i voli internazionali), e la linea LAN  serve la stessa rotta un paio di volte al giorno.

Un ultimo doveroso accenno va fatto ad un’attrazione turistica della zona, il Tren a Las Nubes (letteralmente “treno per le nuvole”), che parte da Salta, risale la Quebrada del Toro, supera le rovine di Tastil e San Antonio de los Cobres e prosegue fino ad un viadotto alto 64 metri e lungo 224, che attraversa un’immensa gola desertica in corrispondenza di La Polvorilla, a  circa 4220 metri sul livello del mare. Il tragitto, destinato quasi esclusivamente ai turisti, è spesso accompagnato da spettacoli musicali ed è in funzione solo il sabato, per un prezzo che si aggira sui 120 dollari. Per tutte le informazioni consultate il sito http://www.trenalasnubes.com.ar/.

 

 

 

 

 

 

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