O Monti, o Monti. L’alternativa che non c’è. Reviewed by Momizat on . Chiamato da Napolitano e dai parlamentari a sistemare i problemi del paese, o, per meglio dire, chiamato da Napolitano, che è stato eletto dai partiti che si so Chiamato da Napolitano e dai parlamentari a sistemare i problemi del paese, o, per meglio dire, chiamato da Napolitano, che è stato eletto dai partiti che si so Rating:
Home » In Evidenza » O Monti, o Monti. L’alternativa che non c’è.

O Monti, o Monti. L’alternativa che non c’è.

Chiamato da Napolitano e dai parlamentari a sistemare i problemi del paese, o, per meglio dire, chiamato da Napolitano, che è stato eletto dai partiti che si sono eletti da se stessi, a cercare di tenere in piedi la baracca per evitare una rivoluzione vera, il nostro Mario Monti ha conquistato davvero i cuori di tutti. Forse di troppi?

Mario MontiLe ultime elezioni americane, durante le quali vi è stata una partecipazione popolare impressionante, hanno dimostrato che la qualità della vita politica di un paese e la fiducia nelle istituzioni, aumentano solo quando i cittadini si trovano di fronte a delle vere alternative. Da un lato Obama che propone più tasse e più welfare, e da un lato Romney che spinge per diminuire le tasse e snellire lo Stato. Ciascuno, con le proprie ragioni, mette sul piatto le proprie idee, si fa degli amici e dei nemici, e vince o perde a seconda di ciò che sceglie l’elettorato. Un modello semplice e lineare; e vincente.
E in Italia? Un ipotetico Mario Rossi avverso al montismo del suo omonimo presidente, alle prossime elezioni quali alternative si troverà di fronte? Vediamo.

Mario guarda a destra. In mezzo alla gazzarra dilagante, con Berlusconi che un giorno dice che Monti è un grande economista e che Alfano è un genio, e il giorno dopo li accusa di distruggere rispettivamente il paese e il partito, il nostro Mario capisce poco. O forse capisce che la scelta di attaccare Monti è soprattutto una mossa disperata, dettata dal malcelato tentativo di imitare la politica di Grillo. Monti in realtà a una discreta parte della destra piace eccome.
Franco Frattini, Maria Stella Gelmini, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Roberto Formigoni, Fabrizio Cicchitto, Raffaele Fitto, Osvaldo Napoli, Isabella Bertolini, Maurizio Sacconi, Mario Mauro, Giancarlo Galan. Una fetta importante del PDL vorrebbe un bel Monti-bis. Del resto molti provvedimenti piacciono: legge anti-corruzione fatta a metà (ma solo perché al Viminale sono arrivate centinaia di migliaia di firme di indignazione), tasse ai soli noti, tagli impressionanti a scuola, sanità, e pensioni. Serve ancora più flessibilità (come se non ce ne fosse abbastanza), la colpa dei giovani è di essere choosy, e a garantire uno sviluppo equo ci penserà il banchiere Passera. Una botta di stato sociale.

Ma il nostro Mario non perde le speranze. Del resto in Italia mancano i gessetti nelle scuole e i posti letto negli ospedali, ma i partiti non mancano! Perciò Mario guarda al centro. Casini e Rutelli, però, hanno già fatto sapere che anche loro vorrebbero un Monti-bis. E Fini? “Anche dopo il voto sarebbe nell’interesse nazionale che Monti restasse a Palazzo Chigi alla testa di un governo politico con una maggioranza che esce dalle urne”. Nisba.

A questo punto Mario opta per un’idea folle. Tutti gli danno del pazzo e dell’ingenuo, ma lui non desiste. E con un atto eroico e irrazionale, con uno slancio di senso di responsabilità e di fiducia nella politica sempre e nonostante tutto, con un vero e proprio atto di fede verso ciò che non c’è, ma che si vorrebbe esistesse, vuole credere che in Italia esista ancora una sinistra.
Bersani ha detto che chi vuole un Monti-bis è fuori come un balcone. Finalmente! E’ contrario a Monti? No. Semplicemente vuole essere lui a prendersi la poltrona. Infatti, per dirla in veltronese, il segretario del PD è critico verso Monti ma anche no. Bersani ha già fatto sapere di pensare a un incarico per Monti (forse anche il Quirinale). Quel che è certo è che la linea è quella tracciata da Monti. Passera e la Fornero nel nuovo governo? Perché no. La fede e la speranza si scontrano con la realtà: Bersani non è in alcun modo alternativo al montismo.
Ormai con gli occhi speranzosi e pieni di lacrime, il nostro Mario Rossi guarda a Matteo Renzi. Dato che dice di essere alternativo a Bersani, sarà alternativo anche alla linea politica del montismo? Ancora una volta: sì, ma anche no. Il governo Monti è un governo dei burocrati. Basta governi dei burocrati. Eppure a chi gli ha chiesto se vorrebbe Monti come ministro, Renzi ha risposto in modo chiaro: non lo escludo.

A Mario Rossi, che pure vorrebbe votare per dei moderati, non resta che scegliere tra Grillo, Vendola o l’estrema destra. O forse si aggregherà a quella già gigantesca fetta di italiani che, a differenza degli americani, non andrà a votare. Servirebbe davvero?

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su