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Paola Lorenzetti: un politico al servizio del cittadino

1) Paola Lorenzetti: chi è, cosa fa, e perché ha deciso di essere politicamente attiva.

Insegno alla scuola primaria, sono sposata e ho due figli. Sono laureata in pedagogia ad indirizzo psicologico e specializzata nell’insegnamento dell’italiano all’estero ed ai nuovi cittadini. Partecipo alla vita politica attiva da pochi anni perchè ho aspettato prima di “buttarmi” che i ragazzi diventassero abbastanza grandi. Sono volontaria in un centro diurno per il sostegno ai minori in difficoltà, e anche nella mia scuola mi occupo particolarmente delle tematiche del disagio giovanile, dell’abbandono scolastico e del bullismo. Faccio parte del comitato acqua bene comune, col quale siamo riusciti a raccogliere le firme per il referendum ed a vincerlo. Sono entrata in politica perchè così come è non mi piace perciò spero di contribuire a cambiare qualcosa. Non mi piacciono le persone che si limitano a lamentarsi e poi mandano avanti gli altri.

2) I giovani nutrono sempre più sfiducia nella politica, sia essa di destra o di sinistra. Cosa bisogna fare per riconquistare la loro fiducia?

I giovani hanno ragione a nutrire sfiducia per “questa” politica. Voi siete la prima generazione dal dopoguerra che sta peggio dei propri genitori e questa è anche colpa della politica. Non solo però. Per avere la loro fiducia bisogna tornare ad interessarsi di loro e spingerli a partecipare attivamente. Devono arrivare nei luoghi dove si decide senza avere l’aiuto di questo o quel politico importante che ne condiziona le scelte. Negli ultimi anni i giovani sono stati trattati solo come polli da spennare ma non si è fatto nulla di più culturalmente valido per loro, o per il loro accesso al lavoro. Bisogna cambiare tutto qui. Dare loro luoghi di incontro dove elaborare progetti anche per il proprio quartiere e città, oltre a divertirsi. Investire sui giovani. Sono la nostra sola speranza.

3) Tosi sembra imbattibile. Molti elettori di sinistra affermano che lo voteranno. Il Pd sembra perdere consensi. Cosa la spinge a battersi nonostante tutte grandi difficoltà?

Io non credo ai sondaggi, prima di tutto. Come le dicevo, vengo da una grande battaglia referendaria dove abbiamo vinto nonostante tutte le aspettative contrarie. E sa perchè? Perchè avevamo tanta voglia di farcela, eravamo sicuri di fare la cosa giusta per tutti, eravamo una squadra affiatata. Per vincere bisogna anche crederci. Ed io penso che anche in questo caso si possa modificare il risultato previsto dai più.

4) Mi ha colpito molto una sua frase che mi ha detto quando le ho richiesto questa intervista: “Non appartengo alla categoria personalità” Oltre a farle onore, credo, personalmente, che i politici dovrebbero ricordarsi più spesso di questa frase. Non sono “personalità” ma persone al servizio del cittadino.

Esatto, svolgiamo un compito di servizio e ce ne dobbiamo ricordare più spesso. Non se ne può più di persone che entrano in politica senza nessuna cognizione di ciò che debbono fare, solo per avere più soldi e più potere. Il politico deve scendere dall’Olimpo sul quale molti han cercato di salire , guardare in faccia i cittadini per i quali sta lavorando e dire: “Sono qui, voglio provare a risolvere i vostri problemi, voglio ascoltare ciò che avete da dirmi”. Deve stabilire un rapporto coi suoi cittadini.

5) Progetti futuri?

Impegnarmi al massimo nella campagna e, se otterrò qualche risultato, impegnarmi al massimo per i miei cittadini sulle tematiche che amo: sociale, ambiente, associazioni, scuola ed educazione, accoglienza ai nuovi cittadini, sicurezza, pari opportunità. Verona è una città di persone splendide delle quali prendersi molta cura. Arrivederci e grazie per l’attenzione accordatami.

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