Giorgio Gobbo: mille modi per fare arte Reviewed by Momizat on . Ho avuto occasione di conoscere Giorgio Gobbo: è un tipo colto, simpatico, un vero artista. Insieme ad Andrea Pennacchi forma un irresistibile duo teatro chitar Ho avuto occasione di conoscere Giorgio Gobbo: è un tipo colto, simpatico, un vero artista. Insieme ad Andrea Pennacchi forma un irresistibile duo teatro chitar Rating:
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Giorgio Gobbo: mille modi per fare arte

Ho avuto occasione di conoscere Giorgio Gobbo: è un tipo colto, simpatico, un vero artista. Insieme ad Andrea Pennacchi forma un irresistibile duo teatro chitarra. Andrea è un attore, con vena comica-storica davvero interessante. Giorgio, invece, lo accompagna alla chitarra. Un duo di altri tempi verrebbe quasi da dire. Di seguito l’intervista a Giorgio. Per chi volesse sapere di più sulla sua attività invito a visitare il sito http://www.piccolabottegabaltazar.it/

– Chi sono e cosa faccio nella vita: Toro, testardo, minoritario, velleitario, italo-veneto senza patria,anche discreto rompi coglioni (si dice in giro). Cantante, pizzicatore di corde e non (aimè) di culi. Imbriagon se avanza tempo, gran pigro. Specializzato in imprese inutili e rischiose da cui non ricava che poche lire. Schiavo del libero pensiero, possiede un auto a metano. Si immischia sui campi da rugby ma ultimamente soprattutto nei terzi tempi. Frequentatore di brutta gente (musici, teatranti, anarchici e pasolini vari). Sostiene di essere salitore di montagne, ma nessuno lo ha mai visto. Miele selvatico, paterno e disturbato al contempo. Scavejon, accumula libri e biancheria onta. Esercita da tempo immemorabile e con alterne fortune le attività di padre, concubino e circense. Giorgio Gobbo è sostanzialmente un contadino immaginario che suona la chitarra.

– Dove vi siete conosciuti tu e Andrea? Come mai avete deciso di formare questa strana coppia?
Ci siamo conosciuti nell’ambiente degli artisti padovani, gente che ha fatto la scelta di dedicarsi alla divulgazione di musica, idee, cultura prima o poi è fatali si incontri, in una piccola città. Andrea aveva collaborato con un mio collega musicista nella Piccola Bottega Baltazar e avevo avuto modo di apprezzare i suoi lavori, mi piaceva il suo modo forte e naturale di stare sul palco, quando mi ha chiesto di partecipare alle sue lezioni-spettacolo ho accettato con entusiasmo.

– Da dove nasce questa passione per la musica?
Non saprei dire quando e perchè è nata, ero molto piccolo e non ricordo, posso dire che – per come la vedo io – il mio mestiere si nutre del piacere e della fatica che dà la cura della bellezza, del viaggio e di tanti begli incontri.

– C’è ancora posto per i giovani in Italia?
Credo di si, purchè si rassegnino all’idea che non avranno le stesse ricche opportunità delle generazioni precedenti.

– Progetti futuri?
Dedicarmi al mio mestiere, creare spazi e punti di incontro con chi condivide la mia idea artigianale di arte e passare più tempo nei boschi a fare legna e nell’orto a zappare.

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