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La situazione del Terzo Polo. Intervista a Marco Poltronieri (Futuro e Libertà)

Abbiamo intervistato Marco Poltronieri, esponente locale di Futuro e Libertà della provincia di Verona. L’intervista verte sulla politica veronese e nazionale.

Marco, presentati ai lettori.

Mi chiamo Marco Poltronieri, 25 anni, sono di Nogara, un paese di 9000 abitanti in provincia di Verona. Nel mio Comune da circa un anno ricopro la carica di assessore allo sport cultura e patrimonio. Sono iscritto a Futuro e Libertà per l’Italia e all’interno del partito faccio parte dell’ufficio politico nazionale del movimento giovanile (Generazione Futuro).

Partiamo dalla scissione di Fli dal Pdl. Che cosa ha portato alla rottura Fini-Berlusconi?

La rottura Fini- Berlusconi ha origini lontane. Dopo lo scioglimento di Forza Italia ed Alleanza Nazionale, la formazione “a freddo” del Pdl ha ben presto messo in risalto modi contrapposti di vedere la politica. Alcuni valori che hanno sempre contraddistinto l’azione politica di Fini sono ben presto andati in contrasto con la visione personalistica di Berlusconi. Fini ha avuto il merito, prima di tutti, di capire come il modo di fare politica che si era instaurato nel Pdl fosse destinato ad implodere. Il coraggio di quella scelta lo riscontriamo anche in questi giorni. Fini fu il primo a criticare l’eccessiva ginuflessione del PDL nei confronti della Lega Nord: oggi possiamo dire che aveva ragione.

Torniamo al presente. Si avvicinano ormai le elezioni amministrative. Fli come si comporta a riguardo? E a Verona?

A Verona Fli sostiene come candidato sindaco Luigi Castelletti -professionista affermato e candidato “civico” senza tessere di partito- attorno ad un progetto condiviso per la nostra Città. In altre zone d’Italia spesso Fli corre assieme agli alleati del Terzo Polo. Tuttavia la peculiarità di ogni singola realtà fa si che ci possano essere situazioni diverse per ogni città.

Com’è il rapporto di Futuro e Libertà per l’Italia con gli alleati del Terzo Polo?

A livello nazionale c’è condivisione nelle scelte politiche. La collaborazione non si poù dire altrettanto efficace a livello locale. Ad esempio a Verona Fli è alleato con l’Udc, ma l’Api ha scelto di correre autonomamente a sostegno del sindaco leghista uscente Tosi.

Per quanto riguarda le alleanze politiche, nel futuro prossimo il Terzo Polo potrebbe strizzare l’occhio al Pd, continuare da solo, oppure ritornare in un nuovo centro-destra senza Berlusconi? In fondo nel Partito Popolare Europeo siete alleati del Pdl…

Fini, alla recente convention di Pietrasanta, è stato chiaro a riguardo: bisogna andare oltre a questo schema tipico della “Seconda repubblica”. Sarà necessario, fatti salvi alcuni valori fondamentali, riunire attorno ad un progetto per l’Italia tutte quelle persone, movimenti e forze politiche che condividono un nuovo modo di fare politica. Una politica meno urlata, meno “muscolare”, meno ideologizzata ma più concreta, più sobria, più civica, che sappia meglio interpretare i bisogni della popolazione e nello stesso tempo sappia dare le risposte migliori senza pregiudizi ideologici.

Che rapporto c’è tra il Terzo Polo e il governo Monti?

Di leale collaborazione. Il Terzo Polo ha voluto fortemente il governo Monti perché in questo momento è l’unica possibilità che ha il nostro paese di ripartire. Questo non significa avallare acriticamente ogni scelta fatta dal premier, ma significa essere in grado di confrontarsi al fine di trovare la “quadra” sulle importanti riforme che Monti dovrà introdurre. Al Presidente del Consiglio spetta il compito difficilissimo di recuperare 20 anni di mancate riforme. Alla politica spetta il compito di recuperare la propria credibilità e dimostrarsi una volta per tutte di essere in grado di ascoltare le necessità del paese.

Rapporto cittadini-politica. L’idea generale è che ormai in pochi abbiano ancora fiducia nella politica. E’ un’idea giustificata?

Assolutamente si. Anche gli esempi che vediamo in questi ultimi giorni con lo “scandalo-Lega” non fanno che aumentare il divario tra cittadini e politica. E’ tuttavia necessario che non prevalga l’anti-politica, perché questa può essere davvero pericolosa per la stabilità sociale del nostro paese; sarà invece fondamentale recuperare un rapporto di fiducia reciproca. Questo sarà possibile solo se la politica saprà recuperare il suo significato più antico e nobile (Governo della Polis) e se finalmente lo “scontro” politico nel nostro paese non sarà più basato sulle ideologie del Novecento -ormai morte e sepolte- ma su idee nuove.

Sarebbe giusto un taglio dei costi della politica?

Marco Poltronieri, 25 anni.

Si. Soprattutto perchè quando i politici chiedono sacrifici loro stessi dovrebbero essere i primi a dare l’esempio. Nel nostro piccolo a Nogara, già dallo scorso anno, abbiamo introdotto una riduzione volontaria per Sindaco e Giunta rispetto all’indennità base. Tuttavia ciò che deve essere alleggerita è la “burocrazia” dello Stato, vero e proprio macigno sulla nostra spesa pubblica. In un quadro complessivo rientrano sicuramente anche la riduzione del numero e dell’ indennità dei parlamentari, che dovrebbero essere equiparate a quelli degli altri paesi Ue.

Per concludere, una risposta secca: la riforma che ha l’assoluta priorità per l’Italia.

Quella del Lavoro. A seguire quella elettorale per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti.

 

Chiunque volesse rispondere, commentare, criticare o proporsi per un’intervista lo faccia scrivendo a redazione@ilritaglio.it

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