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Intervista a Simona Sessa

Non ha bisogno di presentazioni la splendida donna che ho intervistato per voi, oggi.

Simona Sessa.

Un nome, un programma sì ma di “vita al femminile”.

– Ciao Simona, finalmente una donna che non ha problemi a mettere in mostra le sue “formose forme”.

Eh sì,basta con anoressiche scheletriche e donne malate per entrare nella taglia 40-42. Voglio rivedere per strada donne felici e formose, che si amano così come sono. Devono finire questi condizionamenti psicologici. Tutte le donne hanno il diritto di vivere felici.

 

– “Pin up del 2000″, un blog ma anche proprio un’associazione culturale da te ideata per combattere anoressia e bulimia, malattie del nostro millenio alla fine. Da dove nasce questo tuo progetto e a chi si rivolge?

Pin Up del 2000 è un’associazione culturale ideata da me in persona per combattere anoressia e bulimia. Il progetto ripropone il mito delle Pin Up come nuova chiave di lettura per corpi felici che esprimano salute e bellezza. Per donne che sanno accettare le proprie curve ed una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche.

 

– Ti abbiamo visto a “Chiambretti Night” e poi solo qualche settimana fa ad “Uno mattina- Storie vere”. Mi ha lasciata abbastanza interdetta l’intervento del fotografo Badalamenti  in cui negava la presenza di ragazze anoressiche nel mondo della moda. Come si può ancora negare difronte all’evidenza?

Per me negare l’anoressia tra le modelle equivale a negare la Shoà, negare gli orrori del passato e del presente per illudere che la realtà nel mondo della moda sia totalmente perfetta.

Questo per me è gravissimo e noi non possiamo permetterlo.

Noi sappiamo che nella moda tante modelle sono morte di anoressia ma non dobbiamo stare qui a ricordare tutti i casi per gridare che la moda è l’epicentro dell’annoresia e la bulimia. Lo sappiamo già.

Andiamo avanti e ridiamo quando incontriamo personaggi come questo fotografo che negano pur di non dover trattare il problema.

 

– Il mito della magrezza, oggi più che mai, esplode ovunque; basta che noi,donne normali,con una taglia 44/46, ce ne andiamo per negozi alla ricerca anche solo di un paio di jeans e ci renderemo conto di quanto sia difficile trovarli! Sei stata proprio tu, Simona, ad aprire in Italia il primo Pin up store.:”Woman shop. Abbigliamento, lingerie ed accessori per donne morbidose”. Dove si trova e cosa proponi?

Il mio Show room si trova ad Ancona ed è un negozio per le donne e dedicato alle donne che si ripropone di avvicinarle ai temi più scottanti dell’universo femminile indicando loro la strada della seduzione. Si ispira ai negozi tipici degli anni ’50 con arredamento in pieno stile Pin Up e Burlesque. Quadri ed immagini ispirate alle Pin Up di ieri e di oggi.

La musica in sottofondo è quella degli anni ’50 e continua a creare quell’atmosfera intima e tipicamente femminile.

All’interno del Pin Up store in esclusiva nazionale sono venduti i prodotti a marchio Femmina Pin Up ed altri brand mondiali. Lingerie, abbigliamento, cosmetici, bijoux e tanti prodotti per esaltare corpi formosi.

– Cosa dici alla maggior parte delle ragazze di oggi sempre a dieta per cercare di rispondere a quel modello di bellezza che ci propone la televisione?

Essere donne non vuol dire essere perfette. Nessuna di noi lo è, conviviamo con sederi importanti, fianchi generosi, pancetta, cellulite e rotolini e non dobbiamo avere problemi a mostrarci come siamo. Non siamo bambole finte o rifatte che si esibiscono per dimostrare di essere perfette. Noi non lo siamo e non vogliamo esserlo. Siamo semplicemente noi stesse e per questo siamo molto amate dagli uomini e dalle donne.

E con il suo motto “Gli uomini preferiscono la carne”, lancio una provocazione: non è forse meglio abbracciare una donna “morbida” piuttosto che un insieme di ossa? Riflettiamoci.

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