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Interviste sotto l’ombrellone: Sandy e Gioele

Carpi

10/6/2012
Gioele e Sandy sono i miei vicini di casa qui al campeggio dei lidi ferraresi, dove sono in vacanza. Parlando, ho appreso che sono alcuni dei cosiddetti terremotati del recente sisma, che ha colpito l’Emilia in maggio.
Così decido di chiedere di raccontarmi la loro storia e molto gentilmente acconsentono.

Mi raccontano che era da cinquecento anni che un sisma di tale portata non avveniva in queste zone, che c’erano state altre scosse nel 1996, ma non di particolare rilevanza. Questa premessa per dirmi che nessuno si aspettava un evento del genere, in molti di queste zone non conoscevano il pericolo del terremoto.

La scossa, anzi le scosse, che a loro hanno fatto più paura, sono state quelle del 29 maggio.
Sandy verso le 9.00 del mattino stava lasciando al nido il suo bimbo di due anni, Riccardo, quando è arrivata la scossa sono tutti corsi fuori dall’edificio. Per fortuna erano al piano terra, mi dice, per cui hanno fatto presto ad uscire. Reduci dalla scossa del 20 maggio, che ha impaurito molto, il giorno 29 non era tanto la paura, ma l’angoscia per questa scossa di terremoto molto forte, più di quella di nove giorni prima.

Gioele, invece, era in azienda, che nonostante sia organizzata in caso di eventi come incendi e terremoti appunto, durante la scossa delle 9.00 c’è stato un fuggi fuggi generale, e tanta paura. Molto caos. Ma per fortuna l’azienda in questione è stata una di quella che ha retto alle scosse, non crollando e non provocando né feriti né morti.

Nella popolazione, tuttavia, ci sono paura e panico. Un amico raccontava loro, che durante una delle scosse del giorno 29 maggio in un centro commerciale ci sono state scene di panico, una donna anziana è rimasta ferita non a causa di crolli, ma perché la gente in un momento di fuggi fuggi generale, ha calpestato questa anziana.

Le persone si stanno ora organizzando, come mostrano molti filmati dei telegiornali, per tornare alla normalità. Addirittura sono stati organizzati dei container, per permettere ai maturandi di poter sostenere l’esame di stato.
Le tendopoli e altre strutture provvisorie sono state organizzate dalla protezione civile per gli sfollati. Anche se ci sono persone che dormono in macchina e altre che sono andate via, magari da parenti in altre città. Ci sono persone che hanno paura del terremoto, meridionali reduci dal sisma dell’Irpinia che rivivono l’emergenza terremoto.
A Carpi l’ospedale principale è stato evacuato quasi  completamente, per ragioni di sicurezza, e la struttura viene tenuta attiva solo per quanto riguarda le emergenze all’esterno in tendopoli allestite nei parchi e sulla pista dell’elisoccorso.

Nonostante la tragedia sono presente speculatori e sciacalli.
Alcune famiglie hanno deciso di organizzarsi, noleggiando dei camper, che i rivenditori offrono a cifre molto alte.
Come avevo appreso su internet, sperando fosse una bufala, è vero che sono state rubate divise della protezione civile e ci sono persone che cercano di derubare i terremotati. Poco dopo la scossa del 29 delle ore 9.00, dei falsi militari della protezione civile giravano in auto con tanto di altoparlanti, intimando alle persone di uscire dalle abitazioni, perché era in arrivo un’altra scossa di terremoto. È risaputo che i terremoti non si possono prevedere, ma a volte basta fare leva sulla paura delle persone, purtroppo.

A questo proposito la popolazione si sta organizzando, sono state allestite delle postazioni antisciacallaggio, perché, come afferma Sandy, gli emiliani sono un popolo che reagisce, all’occorrenza si danno da fare.

Per quanto riguarda le varie speculazioni a proposito dei crolli di alcuni aziende, avvenuti durante le scosse del 29 maggio, Gioele, che al momento è in ferie forzate, in quanto la sua azienda è chiusa a tempo indeterminato, dice che si è dispiaciuti per i morti e i feriti, ma nessuno dopo il terremoto del 20 si aspettava una scossa ancora più forte. E le persone che erano rientrate al lavoro, avevano voglia di ricominciare e probabilmente volevano anche mantenere il proprio posto di lavoro, in un momento di crisi economica molto pesante.

Al momento la popolazione colpita dal terremoto ha paura! Si sta diffondendo un vero e proprio terrorismo psicologico di massa, mi dicono. Un po’ perché non siamo abituati noi italiani, un po’ a causa dei media che marciano sul dramma, un po’ perché le scosse di grossa entità sono state tre e non una. Le scosse del 29 hanno destabilizzato la popolazione: sono crollati molti edifici storici, già pericolanti, sono state rese inagibili altre abitazioni private, come palazzi costruiti durante gli anni ’70; dal lato psicologico questi fenomeni hanno fatto nascere nelle persone angoscia, come se le scosse forti, e non quelle di assestamento, dovessero succedere ancora.

Girano voci, pettegolezzi, riguardanti i gas dotti. Il terreno, dove sono avvenute le scosse, è ricco di metano, che alcune aziende statunitensi stavano crivellando dal sottosuolo. Si dice che questi prelievi potrebbero aver causato dei vuoti e delle esplosioni sottoterra, che avrebbero favorito lo spostamento delle faglie dell’appenino (che si spostano di circa 4 millimetri ogni anno); insomma sembrerebbe che anche stavolta l’uomo abbia contribuito ad aiutare madre natura a causare qualche calamità.
La stessa ditta statunitense, che in precedenza aveva prelevato i gas in alcune zona della Francia, aveva dovuto spostare i prelievi altrove, in Emilia appunto, perché anche là sembra si fossero verificati dei terremoti anomali.

Entrambi sottolineano quanto siano anomale queste scosse. Dopo il 20 maggio, quando è avvenuta la prima scossa forte intorno alle 4.00 del mattino, ci si aspettava avvenissero varie scosse di assestamento, ma non altre due scosse, ben più forti e distruttive nove giorni dopo, una intorno alle 9.00 del mattino, l’altra, anzi le altre due, verso le 13.00.

La terza scossa del giorno 29, durante la quale molte persone erano già sulla strada, poiché la seconda scossa era avvenuta circa 5 minuti prima, è stata avvertita molto. In piedi sull’asfalto si ballava, le macchine sussultavano e si sono verificate vere e proprie scene di panico. Persone che dallo spavento si buttavano per terra.

Se si attraversano le pianure colpite dal terremoto, si può assistere a scene raccapriccianti. Il vecchio cimitero di Concordia, un paesino in provincia di Modena, è crollato e dalla strada sono visibili le bare dei cassettoni alti in bilico, poiché la struttura portante molto vecchia è crollata in parte.
Sono visibili le macerie dei capannoni crollati, sotto cui sono morti operai, imprenditori e ingenieri, presente al momento della prime scosse del 29 per i rilievi.

Ci sono aziende che hanno chiuso le strutture per la sicurezza del personale, altre che nonostante vistosi danni alla struttura “come crepe nei muri, attraverso cui passa un braccio” decidono di tenere aperto, ci sono operai che lavorano, sperando di poter mantenere il proprio posto di lavoro, ci sono piccoli imprenditori che pregano di tenere aperta la propria attività, ci sono multinazionali che stanno valutando di spostare altrove la produzione, avendo finalmente trovato un pretesto valido per farlo.
Ma queste valutazioni dipendo dall’etica personale, purtroppo.

Una buona fetta del PIL nazionale dipende dalle zone colpite dal sisma. Ma al momento rimane molta paura, caos, gli sfollati sono tanti e temono ancora per la propria sicurezza.
Gioele, come molti altri lavoratori, spera in un intervento statale. Ma anche qui c’è paura di essere abbandonati.

Sembrerebbe che qualche giorno prima del 20 maggio, si stesse discutendo una nuova legge, in cui lo Stato in caso di calamità naturale non avrebbe risarcito la popolazione, cosa che sembra sia stata smentita.
Altra notizia, che ho letto dal web, è che lo Stato, attaccandosi a degli stupidi cavilli legislativo-burocratici, tenti di abbassare il grado delle scosse, per risarcire la popolazione del 50% dei danni e non del 100%. Un sospetto legittimo viene da alcune spie. Telegiornali come Sky tg24 affermavano che il sisma era di entità 6.2 della scala Richter, dopo nemmeno un’ora era calato sotto il sesto grado (ecco qui il cavillo che permetterebbe allo Stato di risarcire solo metà dei danni), fonti statunitensi facilmente consultabili in rete, sembrerebbero avvalorare questa tesi.
Altre voci preoccupanti vengono da sud, dove parte dei fondi (derivanti da donazioni via sms o tramite bonifico) destinati agli aquilani sarebbero fermi, in quanto, causa burocrazia, non possono ancora essere impiegati.

Gioele e Sandy dicono di essere fiduciosi verso le persone, sperano che non ci vogliano mesi o addirittura anni per poter ritornare alla normalità. Si augurano che settori, come quello dell’edilizia in ginocchio a causa della crisi, possano risollevarsi e creare nuovi posti di lavoro.

Infine mi ricordano alcune cifre non trascurabili:

6mila posti di lavoro a rischio

14mila sfollati

26 morti e 350 feriti.

La nostra lunga chiacchierata si conclude, il piccolo Riccardo, detto Terminator, si è svegliato, sono le 15 del pomeriggio circa e anche se c’è vento, è ora di andare in spiaggia.

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