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L’importanza di donare il sangue. Intervista al presidente di una sezione Avis.

Massimo, presentati ai lettori

Sono Massimo De Marchi, anni 54 (fra poco), sposato con due figli e, anche se milanese di nascita, abito a Nogara (VR) da … “una vita”. Oltre ad essere un modesto imprenditore. Da poco + di 10 anni mi dedico al volontariato. Sono in AVIS Nogara dal 2005, e dal 2009 ne sono il presidente.

 

Come si diventa donatori? E’ gratuito?

Per diventare donatori/trici di sangue è necessario effettuare alcuni semplici “prove” che attestino il buono stato di salute. Ciò in forza del fatto che chi dona lo fa per migliorare se non addirittura salvare un’altra vita e non certo per trasmettergli delle malattie. Per cui: analisi del sangue, misurazione pressione arteriosa, controllo glicemia, elettrocardiogramma ed un bèl colloquio personale col medico trasfusionista che potrà dare tutte le altre spiegazioni del caso. Inoltre, alla fine di queste “Prove di Idoneità” verrà offerta una ricca colazione nell’apposita saletta attrezzata all’interno del Centro Trasfusionale di Prelievo.  Dopo 15-30 gg arriveranno a casa i referti di questi esami. Se si è idonei, si può iniziar a DONARE. Sia per l’ASPIRANTE che per il DONATORE tutto ciò è gratuito, come pure è gratuita l’adesione all’AVIS.

 

Si può donare solo il sangue?

La scelta di donare solo sangue intero o i suoi derivati di solito si fa col medico trasfusionista che in base allo stato generale della persona consiglia la sola donazione di sangue intero piuttosto che la donazione del plasma o delle piastrine.

 

Molte persone forse sono diffidenti, un po’ per paura dell’ago, un po’ per paura di rischi. Si corrono rischi effettuando le donazioni?

Che molte persone non facciano la scelta di diventare donatori di sangue per paura dell’ago è un luogo comune, ci si immagina di dover subire chissà quali sofferenze per il prelievo, di fatto si tratta di un semplicissimo buchetto fatto con aghi sempre più indolori. Lo potremmo paragonare ad un pizzicotto. Quello che invece è assolutamente uno stereotipo è la paura del rischi. In una donazione di sangue rischi non ce ne sono! Anzi, il donatore, per effetto del fatto che ad ogni donazione si ripetono gli esami più importanti, è maggiormente controllato ed in più nel colloquio che prima di ogni donazione si effettua col medico trasfusionista c’è la possibilità di esporre eventuali problemi che il medico sa sicuramente valutare con cognizione di causa.
Alcuni credono che, dal momento che sono impegnati con il lavoro, non possono avere il tempo di donare…

La legge tutela il donatore e stabilisce che il datore di lavoro non si possa opporre a che il donatore si rechi ad espletare il suo atto di generosità. In più sempre a tutela del donatore la legge stabilisce che lo stesso, per il giorno della donazione, sia messo a riposo garantendogli la giornata retribuita.

 

Cosa ne è del sangue/piastrine/plasma che vengono prelevati?

Il sangue intero che viene prelevato viene conservato nell’emoteca dell’ospedale per essere trasfuso ai pazienti bisognosi nei giorni successivi, se la quantità eccede i bisogni, la parte eccedente viene inviato ai laboratori specializzati per ricavarne i componenti sempre necessari agli ospedali quali Plasma, Piastrine ecc. quando invece è stato prelevato direttamente plasma o piastrine questi sono a disposizione dell’ospedale per l’utilizzo nei giorni immediatamente successivi al prelievo.

 

Quanti sono i donatori in Italia e nel Veneto? Sono numeri buoni o c’è ulteriore bisogno?

I donatori italiani sono circa 1.700.000 (di cui poco più di 1.200.000 avisini) e nel veneto sono circa 180.000 (di cui ca. 130.000 avisini). Questi numeri, di per se dicono tanto e non dicono nulla se non confrontati al bisogno. A tale proposito va segnalato che, per i mutati stili di vita, soprattutto nei giovani, la popolazione dei donatori di sangue (attualmente vicina al fabbisogno nazionale) è costituita prevalentemente da una popolazione di ultraquarantenni e che il costante aumento del bisogno da parte degli ospedali, fa mantenere una continua allerta. Il trend positivo degli ultimi anni lascia sperare ma la necessità di avere continuamente nuovi donatori periodici giovani è costante e continua.

 

Cosa dovrebbe spingere una persona a diventare donatore nell’Avis?

Direi che la domanda dovrebbe essere prima “Cosa dovrebbe spingere una persona a diventare DONATORE” e successivamente “perché nell’Avis?”  Le motivazioni che dovrebbero spingere un cittadino maggiorenne a diventare donatore di sangue sono molteplici, ma le principali sono: 1°) la consapevolezza di avere, grazie al dono della buona salute, la possibilità di salvare la vita di un’altra persona o quantomeno di prolungarne la vita stessa; 2°) in quanto Donare il sangue è un gesto di solidarietà… Significa dire con i fatti che la condizione di chi sta soffrendo mi preoccupa; 3°) avere la consapevolezza che Il sangue non è riproducibile in laboratorio ma è indispensabile alla vita, indispensabile nei servizi di primo soccorso, in chirurgia, nella cura di alcune malattie tra le quali quelle oncologiche; 4°) tutti domani potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo. Anche tu. La disponibilità di sangue è un patrimonio collettivo di solidarietà da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità. In conclusione, le donazioni di donatori periodici, volontari, anonimi, non retribuiti e consapevoli… rappresentano una garanzia per la salute di chi riceve e di chi dona. Perché nell’AVIS? … non saprei dirti … posso solo riferirti oggettivamente che AVIS è la più grande associazione europea di volontari, ha una struttura che rispetta molto le autonomie delle varie Comunali (come la nostra di Nogara) e quindi permette democraticamente lo sviluppo delle stesse con i loro gruppi, le loro abitudini e le loro iniziative.

 

Visto che ti ho parlato di Comunali, devo spiegarti che L’AVIS è presente su tutto il territorio nazionale con una struttura ben articolata, suddivisa in bèn 3.180 sedi Comunali, tra cui la nostra AVIS Nogara. È la 3^ della ns. provincia (dopo Verona e Legnago), conta ca. 800 soci di cui + di 700 donatori periodici attivi. Ha competenza diretta anche sui Comuni di Casaleone, Gazzo Veronese e Sorgà, oltre ad annoverare donatori da tutti i paesi limitrofi, anche da fuori provincia. Per capire meglio l’importanza della Comunale che ho l’onore di presiedere, credo basti citarti poche altre cifre: dall’inizio dell’anno l’insieme delle 63 Comunali avisine veronesi hanno avuto 140 donazioni in più rispetto lo stesso periodo dello scorso anno. 100 di queste, derivano da AvisNogara.  Ciò  comunque non è risultato di bravure o furberie particolari, ma semplicemente di convinzione. Convinzione in quello che stiamo facendo, che è BUONA COSA per tutti coloro che soffrono e possono trovare sollievo e beneficio nei nostri VOLONTARI DONI periodici.

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