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Il risveglio del Sole

Il Sole torna a farsi sentire: dopo un 2011 di eccessiva tranquillità, la nostra stella si è svegliata, un po’ in ritardo rispetto alle previsioni, con la macchia solare più potente registrata dal 2005.

Le stelle producono la loro energia per mezzo della fusione nucleare: le altissime pressione e temperatura che si trovano all’interno del nucleo rendono possibile la disgregazione degli atomi e la fusione dei loro nuclei. Con questo processo si libera una grandissima quantità di energia, descritta dalla celebre equazione di Einstein E=mc2, che si manifesta in parte con la formazione di fotoni. Le particelle che compongono la luce iniziano così un lunghissimo viaggio che dal centro della stella li porterà nello spazio aperto. Si tratta di un cammino di migliaia e migliaia di anni, poiché, nonostante viaggino alla velocità della luce, faticano a penetrare attraverso i fittissimi strati che compongono l’astro.

Una così ribollente quantità di energia diventa spesso oggetto di fenomeni tanto spettacolari quanto distruttivi. Uno dei più celebri è certamente quello delle macchie solari.

Le macchie solari furono scoperte da Galileo Galilei nel 1610, per mezzo dei suoi studi compiuti con il cannocchiale. Egli osservò come, talvolta, sulla superficie del Sole si formassero delle macchie scure che, da semplici pori, divenivano sempre più grandi per poi stabilizzarsi e dissolversi nel giro di un mese. La sua intuizione fu quella di capire che il colore delle macchie solari doveva derivare da una diversa temperatura, e che quindi si trattasse di regioni non fredde, ma meno calde rispetto al resto della superficie. Infatti, secondo l’ipotesi più accreditata, si tratterebbe di zone in cui il potente campo magnetico del Sole forma dei veri i propri vortici e trascina in superficie una grande quantità di materia, che, a causa della velocità, si raffredda.

Le macchie solari si formano solitamente rispettando un ciclo di 11 anni circa, a causa della rotazione differenziale del Sole. Un po’ in ritardo con le aspettative, quindi, la nostra stelle si è svegliata definitivamente e attraverserà un periodo di forte attività fino al 2014. La macchia solare registrata è stata classificata come M-9, in una scala che va da C ad X, quindi un livello già medio. Miliardi di particelle, risultato della eruzione, stanno bombardando in queste ore la Terra, con l’unica conseguenza tangibile della formazione di suggestive aurore boreali nei paesi del nord.

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