La materia oscura “disobbedisce” Reviewed by Momizat on . “Un vero e proprio rompicapo”: così ha commentato James Jee, astronomo della Università della California di Davis, uno studio che ha visto collaborare Nasa e Ag “Un vero e proprio rompicapo”: così ha commentato James Jee, astronomo della Università della California di Davis, uno studio che ha visto collaborare Nasa e Ag Rating:
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La materia oscura “disobbedisce”

“Un vero e proprio rompicapo”: così ha commentato James Jee, astronomo della Università della California di Davis, uno studio che ha visto collaborare Nasa e Agenzia Spaziale Europea e i cui risultati mostrerebbero un comportamento anomalo della materia oscura.

Il termine “materia oscura” indica una parte della materia dell’universo non osservabile con i metodi a nostra disposizione. Non si tratta di una porzione minima della massa del cosmo, ma, secondo le stime, sarebbe cinque volte più presente della materia osservabile. La sua esistenza è una base fondamentale a supporto del modello del Big Bang: senza di essa, infatti, le galassie non potrebbero essersi formate in tempi così stretti, né potrebbero esistere, dal momento che la materia visibile che le compone non sviluppa la quantità di energia gravitazionale necessaria a mantenerle integre, in particolare per quanto riguarda la velocità periferica di rotazione.

L’effettiva esistenza di questo poco intuitivo gruppo di materia, ipotizzato già dagli anni Settanta, è stata dimostrata nel 2008: il telescopio posizionato sul monte Mauna Kea, nelle Hawaii, ha infatti osservato come la luce, formata da fotoni, particelle dotate di una loro massa e che pertanto risentono della forza di gravità, subisca, nel suo viaggio cosmico, una leggera deviazione anche in assenza di materia direttamente apprezzabile.

Già nel 2007, tuttavia, era stata osservata una possibile anomalia riguardo la natura della materia oscura, ed ora, grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, è arrivata la conferma: è stato individuato, a 2.4 miliardi di anni luce da noi, nell’ammasso di galassie Abbel 520, un nucleo di materia oscura “disobbediente”. Infatti, mentre le teorie più accreditate contemplavano l’ipotesi di un legame tra materia oscura e convenzionale, a seguito di uno scontro tra due galassie si è verificata una divisione tra i due tipi: la materia oscura si sarebbe riunita in un nucleo, ma senza attirare, inspiegabilmente, alcun frammento di materia osservabile.

Per ora l’evento rimane un mistero, ma il gruppo di ricerca ha azzardato alcune possibili spiegazioni che “salverebbero” la teoria tradizionale: ad esempio, nella zona del nucleo di materia oscura potrebbero esserci delle galassie troppo deboli per essere osservate. Un altra ipotesi propone invece l’esistenza di un tipo di materia oscura “appiccicoso”, che cioè si legherebbe ad altra materia oscura nel caso di uno scontro.

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