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Transistors di un atomo: ecco il computer del futuro

Non è una novità: negli ultimi decenni i passi avanti compiuti dall’uomo hanno portato alla realizzazione e alla diffusione di tecnologie che venivano considerate fantascienza fino a poco tempo fa. Basti pensare al computer, o agli smartphone. Ma quanto ancora, e quanto velocemente potrà proseguire questa crescita vertiginosa?

Nel 1965, ovvero un’eternità di tempo fa, dal punto di vista informatico, il cofondatore di Intel, Gordon Moore, provò a tracciare una previsione della velocità con cui i computer sarebbero migliorati in futuro. Secondo quella che prese il nome di Legge di Moore il numero di transistor di un computer, e quindi le prestazioni dei processori di un PC, sarebbero raddoppiati ogni 18 mesi. La previsione, seppur con qualche imperfezione, è stata rispettata, ed oggi ci troviamo a maneggiare telefoni cellulari che in pochi centimetri cubici racchiudono una potenza di calcolo che, solo qualche decennio fa, sembrava inimmaginabile.

 

E proprio nel momento in cui sembrava che la crescita, così rapida fino ad ora, stesse rallentando, un team di ricerca

internazionale annuncia dall’Australia il raggiungimento di un obiettivo che si credeva essere inarrivabile per almeno altri dieci anni: la realizzazione di un transistor di un solo atomo, il limite fisico alla crescita dei calcolatori.

I transistor sono la base di un qualsiasi dispositivo elettronico: si tratta di semiconduttori in grado di amplificare la potenza di un segnale elettrico. Maggiore è il loro numero su una superficie, maggiore sarà l’efficienza di un chip. Quello realizzato in Australia è composto da un solo atomo di Fosforo, posizionato, grazie all’aiuto di un super microscopio in grado di rilevare le superfici a livello atomico, su una superficie di Silicio con una precisione di mezzo milionesimo di millimetro.

Il dispositivo è perfettamente funzionante ed è stato realizzato con circa dieci anni di anticipo rispetto alla previsione

di Moore, secondo cui il limite fisico alla crescita dei calcolatori sarebbe stato raggiunto solo a partire dal 2020. Le dichiarazioni del team di ricerca parlano della creazione di un dispositivo perfetto, creato in maniera non casuale, ma grazie ad una precisione ed una accuratezza senza precedenti. Tuttavia, ci tengono a precisare, vanno compiuti ulteriori studi per eliminare i difetti di questo prototipo (su tutti, il fatto che funzioni solo a temperature prossime allo zero assoluto), e solo tra qualche anno, a meno di nuovi colpi di scena, si potrà pensare ad una diffusione vera e propria.

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