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Capoeira sinonimo di libertà

La Capoeira per il popolo brasiliano è un simbolo, che ricorda la liberazione dalla schiavitù coloniale. L’etimologia della parola è incerta, anche se sembra sia riconducibile alla lotta dei galli, che venivano tenuti in gabbie basse e strette, situazione che appunto ricorda la condizione in cui erano costretti a vivere gli schiavi neri. È certo, però, che la Capoeira esiste a causa dello schiavismo portoghese sui neri, importati dall’Africa.

La Capoeira nacque circa quattro secoli fa, intorno al 1580, e deve le sue origini alle popolazioni Bantù, importate da Angola e Congo nella regione della Bahia, che portarono la loro cultura, la loro musica e la “danza della zebra”. I loro canti erano accompagnati dallo strumento detto “Berimbau”, oggi uno dei simboli della Capoeira e del Brasile stesso.
Gli schiavi neri venivano impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero, e alla sera si riunivano per danzare, cantare e ricordare i tempi della libertà nella terra natale. Uno dei rituali che si sviluppò è la Capoeira, pratica camuffata da danza, ma in realtà arma di autodifesa contro i soprusi e le violenze dei coloni. La Capoeira servì loro anche per scappare dalle condizioni disumane delle piantagioni (le fazendas) e poter vivere liberi nei Quilombos, piccole comunità in cui si riunivano i fuggitivi.

Zumbi dos Palmares è una delle figure chiave della resistenza. Nato libero in un Quilombo nel 1655, fu catturato all’età di circa sette anni e consegnato ad un prete cattolico, che gli insegnò la religione e la lingua portoghese. All’età di quindici anni, però, tornò a vivere nel Quilombo.
Nel 1680 Zumbi divenne leader del Quilombo dos Palmares, comunità di schiavi liberi che contava circa trentamila abitanti. Dimostrò di saper amministrare la comunità del Quilombo e di essere in grado di  pianificare le strategie militari contro l’esercito coloniale. Ma nel 1964, dopo una sanguinosa battaglia, la comunità venne distrutta e Zumbi venne catturato, perché tradito da un ex compagno di squadra, che lo consegnò ai portoghesi. All’età di quarant’anni Zumbi morì, decapitato il 20 novembre 1695.

Ancora oggi questo leader della resistenza viene ricordato, perché si batté sempre contro la schiavitù, per la libertà di culto e per mantenere viva la cultura africana nel Brasile coloniale.
Nell’anniversario della sua morte viene celebrato il giorno della Consciência Negra, tramite rodas di Capoeria e danze afro, giornata che in Brasile è festa nazionale e viene celebrata da tutta la popolazione.

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