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Il ritorno di Antonio Conte: the final countdown

Il gioco del silenzio è finito. Antonio Conte è tornato a parlare. Prima l’ha fatto virtualmente con i tifosi sulla piattaforma di Google +, poi di persona ritirando il premio Maestrelli. Con lui ha fatto ritorno anche la sua innata vena polemica. Rispondendo ad alcune domande, il tecnico bianconero ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In primis, ha manifestato il suo rammarico per la scena a cui ha assistito mercoledì sera, durante la partita di Champions tra Juventus e Nordsjelland: “Passo dalla sala stampa e sento un boato. Ho visto professionisti che gioivano per il gol del Chelsea. Mi ha dato fastidio la mancanza di rispetto. Mi sono vergognato per loro e oltretutto sono professionisti che lavorano con noi tutti i giorni”- ha così ribadito l’allenatore juventino. Alla frase di Cassano “Alla Juve sono soldatini”, non si è voluto scomporre, ma la frecciatina non si è fatta attendere: “Mi è piaciuta molto la risposta di Bonucci. Noi siamo professionisti. Quando la Juve decide di fare un investimento non valuta solo il talento, considera le qualità umane perché servono nei momenti difficili. Lì viene sempre fuori l’uomo e solo se abbiamo una squadra fatta di uomini vinciamo. Se dietro il calciatore c’è un quaquaraqua, quello è il tipo di calciatore che ti porta a fondo e noi questi qui li lasciamo agli altri”.

Dopo le polemiche, si è passati all’ennesimo e immancabile monologo da parte di Conte che, dapprima ha voluto esaltare l’operato della sua squadra con questa affermazione: “Siamo in testa al campionato, imbattuti in Champions e con tutte le possibilità di andare avanti, ma questa squadra invece di essere esaltata come dovrebbe viene valutata per situazioni temporali. C’è del malcostume e questa abitudine di trovare sempre le cose negative sta mandando alla deriva il nostro calcio”. In seguito si è dedicato ad altro. Parlando di Pogba ha detto che “può davvero diventare un campione, ha 19 anni e non ho esitato a dargli una maglia da titolare. Deve solo stare attento a non perdere la testa, alla sua età basta poco”.Riguardo alla sconfitta contro l’Inter in campionato, si è limitato a fare i complimenti alla squadra nerazzurra, sottolineando che “noi non avevamo perso la fame in quella partita. Può essere che si sia giocato a volte con meno intensità però abbiamo dietro 13 mesi di duro lavoro e in questo periodo abbiamo acquisito una nuova consapevolezza, siamo cresciuti e ora abbiamo più fiducia nei nostri mezzi. Se ci muoviamo come sappiamo, possiamo battere chiunque”.

Per battere chiunque, forse, servirà l’arrivo di un top player. Ma chi dice che non sia proprio Antonio Conte il vero colpo di mercato della Juve? Il countdown sta terminando. Il 9 dicembre il tecnico bianconero tornerà a sedere sulla sua panchina più carico di prima. Intanto fa le prove generali con quella  che la moglie gli ha fatto costruire in casa, anche se l’effetto non è proprio lo stesso. E’ impensabile che il contatto con i giocatori e con i tifosi possa essere riprodotto così fedelmente.

In questi 81 giorni di silenzio l’amarezza non è stata l’unica compagna di avventura di Antonio Conte. E’ bastata l’imitazione di Maurizio Crozza a fargli tornare il sorriso. “Crozza mi imita bene. Lui è pelato, forse invidia i miei capelli, io ho cercato di essere diverso da lui andando lontano. Ma lo stress mi sta facendo cadere i capelli trapiantati. Comunque complimenti, è molto bravo” – ha affermato l’allenatore. Che altro aggiungere? Chapeau per l’ironia.

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