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Matri, Pato, Sneijder: i tre “grandi” della panchina

La 15a giornata del campionato di serie A si è conclusa questa domenica lasciando pochi dubbi sul carattere delle squadre più gettonate d’Italia: Juventus, Milan e Inter hanno guadagnato ciascuna tre importanti punti per la classifica. Ma tra i risvolti positivi che circondano questi tre club, ce ne sono altrettanti negativi che inscuriscono la loro immagine e hanno un riscontro polemico esterno a ciò che avviene in campo. Stiamo parlando dell’aspetto plumbeo delle nubi che sostano sopra le teste di Alessandro Matri (Juventus), Wesley Sneijder (Inter), e Alexandre Pato (Milan).
Nonostante l’appartenenza a squadre diverse, i tre hanno in comune una sorte che poco si addice, e poco è gradita, ai calciatori professionisti: la panchina. Infatti, questi “reietti” sembrano non riuscire a trovare un posto dentro le formazioni della domenica, e vengono costantemente lasciati fuori, certe volte dalla lista dei titolari, altre volte dalle convocazioni.
Esaminando i tre differenti casi, ci rendiamo conto di quanto sia complicato il retroscena che circonda la loro posizione.

 Il caso più eclatante è sicuramente quello del giocatore milanista, Pato: la bomba scoppia poco più di dieci giorni fa, dopo la partita in Champions League contro l’Anderlecht, valsa la qualificazione agli ottavi di finale, anche grazie al suo terzo goal. Il ragazzo ha dichiarato ai microfoni di sentirsi in forma e di poter fare bene, esternando la sua voglia di giocare e ammettendo che, per risolvere la situazione, avrebbe chiamato il proprio procuratore. A causa dei diversi infortuni il brasiliano è rimasto molto tempo fuori dal campo, ed era pronto per un addio ai rossoneri già durante l’estate, quando fu Berlusconi a bloccare le trattative con il Manchester City, sotto suggerimento della figlia Barbara, trattenendo l’attaccante a Milano.
Allegri è stato interpellato sulla reazione di Pato subito dopo la partita in Champions, e ha “giustificato” le esternazioni del ragazzo parlando di uno sfogo a caldo, e ha spiegato che quest’ultimo deve avere pazienza, soprattutto dopo tutto ciò che gli è accaduto.
Sulla possibilità di cessione a Gennaio, sono tante le voci che lo vogliono all’Estero e protagonista di qualche scambio ben piazzato, ma la società non si pronuncia ancora… che la chiamata al procuratore possa risultare una mossa utile?

 Passiamo ora al caso dell’ex Cagliari arenato tra le riserve della Juventus, Alessandro Matri: fare il bomber sembrava essere il suo mestiere, almeno fino alla prima metà dello scorso campionato, quando ha raggiunto un totale di quasi venti reti all’attivo. Non si è ben capito cosa gli sia accaduto, ma dal primo semestre del 2012 le sue prestazioni sono pian piano calate ed il suo discontinuo accesso al campo è diventato regolare.
L’attaccante, dall’inizio di questa stagione, ha segnato un solo goal, e sembra non riuscire a meritare un posto da titolare ne la fiducia di Conte, che lo propone in maniera sporadica e sempre per un tempo limitatissimo. E’ poco credibile che le sue capacità tecniche siano svanite nel nulla, ed è sempre maggiore il sospetto di un suo blocco dovuto a qualche problema “dentro gli spogliatoi”.
L’idea di una dipartita dell’attaccante bianconero era già aleggiata durante il calciomercato estivo, quando si era parlato di una sua probabile cessione al Milan. Vista la situazione, il suo addio alla squadra potrebbe solamente esser stato posticipato a Gennaio, quando la società dovrà decidere chi, tra lui e il danese Nicklas Bendtner, dovrà essere sacrificato per lasciare il posto ad una nuova punta che, si spera, possa dare maggiori soddisfazioni.
Visto il positivo riscontro finanziario di un’eventuale cessione di Matri (10 milioni di euro o giù di lì) rispetto al danese ancora in prestito, sembrerebbe essere l’italiano il candidato alla dipartita, e verrebbe da dire, purtroppo..

 L’ultimo caso da trattare rimane quello di Wesley Snijder, il giocatore dell’Inter che sembra non riuscire più a trovare spazio tra la rosa dei titolari, e coinvolto in un fomentato dibattito che riguarda un suo rinnovo contrattuale.
Dopo un buon inizio di campionato a cui è seguito un lungo infortunio, il centrocampista non è più rientrato in campo. Stramaccioni parla di problemi dal risvolto tecnico, salvo poi dichiarare che questi problemi verranno risolti soltanto intorno ad un tavolo.
Il vero problema sembrerebbe essere un contratto che prevede per il calciatore olandese un anno di rinnovo senza modifica dell’ingaggio, percui 6 milioni di euro spalmati fino al 2016, piuttosto che il 2015. In poche parole, Sneijder giocherebbe un anno gratuitamente, e non sembra avere intenzione di accettare, pena il suo mancato rientro in squadra finchè non si raggiungerà un accordo.
E mentre si scatenano i sindacati dei calciatori e imperversano parole forti come “mobbing”, presto si potrebbe arrivare ad una conclusione che avrà i suoi effetti a Gennaio, quando capiremo se il futuro dell’olandese sarà lontano dalla squadra che per ben quattro anni l’ha cresciuto e coccolato.

E’ evidente che il mondo del calcio non rappresenti solamente un luogo idilliaco di divertimento e sport, dove a contare è soltanto il gioco messo in campo dai calciatori, insieme alle urla e le standing ovation dei tifosi, che ogni domenica creano le proprie colonne sonore da offrire alla squadra del cuore.
Dietro le scarpe col tacchetto c’è ben altro, c’è un lavoro imprenditoriale di manager, società, e presidenti che sono a volte disposti a sacrificare il buon gioco in nome di un qualche rendiconto finanziario, se non, addirittura, per qualche semplice screzio avvenuto dentro gli spogliatoi.
E per quanto riguarda ciò che il destino offrirà a questi tre giovani calciatori, non ci resta che aspettare gennaio e il calciomercato invernale. 

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