Veleni e sospetti:Juve-Inter,una storia senza fine Reviewed by Momizat on . Stessi errori, stessi malumori. Si è conclusa così,tra le polemiche, la 13.a giornata di campionato di Serie A. Ci ha pensato il patron nerazzurro, Massimo Mora Stessi errori, stessi malumori. Si è conclusa così,tra le polemiche, la 13.a giornata di campionato di Serie A. Ci ha pensato il patron nerazzurro, Massimo Mora Rating:
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Veleni e sospetti:Juve-Inter,una storia senza fine

Stessi errori, stessi malumori. Si è conclusa così,tra le polemiche, la 13.a giornata di campionato di Serie A. Ci ha pensato il patron nerazzurro, Massimo Moratti, ad alzare un polverone,offrendo di fatto ai giornalisti il caso mediatico della settimana. Sott’accusa è finito l’arbitraggio di Inter-Cagliari: la squadra milanese ha recriminato un rigore al 91’ per un fallo di Astori su Ranocchia sul punteggio,poi finale, di 2-2. Come se non bastasse l’arbitro Giacomelli ha poi espulso per proteste Stramaccioni, che ha cercato subito un confronto con il quarto uomo, Filippo Meli, al quale si sarebbe rivolto ironicamente con un “Dammi la mano!Dammi la mano!”. Il tecnico sarebbe stato bloccato tempestivamente da Antonio Cassano per evitare di peggiorare la situazione, ma lo stesso giocatore barese sarebbe stato a sua volta trattenuto dal vice dg nerazzurro Filucchi per aver scatenato tutta la sua rabbia al rientro nel tunnel. Nel dopo gara l’Inter si è chiusa nel silenzio stampa. Silenzio che non è durato a lungo.

All’uscita del garage sotterraneo di San Siro, il presidente Moratti si è fermato con un gruppo di cronisti e ha motivato così la sua ira funesta : ”Non posso stare zitto e mi dispiace non poterlo fare, perché non voglio ritornare a pensare a situazioni che erano del passato. Oggi c’era un rigore grosso come una casa nei nostri confronti, se poi qualcuno vuole dire che si poteva e non si poteva fischiare non mi interessa. Io sono di parte e sono arrabbiato perché siamo stati danneggiati”. Il disappunto di Moratti lo si era già notato in tribuna d’onore, dove le telecamere avevano inquadrato un “vaffa” rivolto al direttore di gara,Giacomelli, per non aver assegnato il penalty.  “Sono tre partite di seguito – ha continuato il presidente- che ci troviamo di fronte a ingiustizie e atteggiamenti arbitrali che ci impediscono di ottenere dei risultati”. Le partite a cui si fa riferimento sono quelle disputate contro la Juventus (“Abbiamo ribaltato il risultato per grazia di Dio”), Atalanta e appunto Cagliari. A chi gli ha chiesto se ci fosse un disegno dietro a tutto ciò, ha risposto in questi termini: “Un disegno? Ma va’, questa è incapacità. Se fosse un disegno sarebbe gravissimo e più stupido dell’incapacità”.

La questione sarebbe potuta finire qui. Così non è stato. Chi ha messo altra benzina sul fuoco è stata la Juventus, sentitasi chiamare in causa. Poco dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente nerazzurro, è apparso sul sito della squadra bianconera un provocatorio “No comment” seguito dalla pubblicazione della relazione di Palazzi che non poté deferire dirigenti dell’Inter in “Calciopoli bis” perché i fatti erano prescritti. Nella relazione, di 72 pagine, stilata nell’inchiesta della procura federale sulle intercettazioni agli atti del processo di Napoli , anche l’Inter veniva accusata di avere commesso illecito sportivo negli anni di Calciopoli, perché aveva usato rapporti con i designatori “per condizionare il settore arbitrale”.

Insomma, i soliti corsi e ricorsi storici . Questa guerra mediatica e non solo,tra le due società, non avrà mai fine . Ma era davvero così necessario scatenare questo putiferio? Il rigore era netto, però l’Inter avrebbe dovuto farsi un esame di coscienza. In realtà la partita l’ha fatta il Cagliari e se non fosse stato per l’autogol di Astori, ora staremmo qui a parlare della sconfitta della squadra di Stramaccioni. Al posto del penalty, l’Inter dovrebbe pensare alle occasioni che ha avuto sotto porta e che non è riuscita a concretizzare. Dal canto suo, la Juventus poteva evitare questo botta e risposta inutile. Che poi a voler trovare il pelo nell’uovo,va detto che Moratti non ha menzionato proprio la squadra di Agnelli nel suo sfogo post-partita. Coda di paglia? O si tratta semplicemente del bue che dice cornuto all’asino?Chissà. Se si è fatto tanto rumore per nulla lo scopriremo solo con il tempo. Sarà il campo a risponderci, arbitri permettendo.

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