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Continua il femminicidio: a Viterbo uomo uccide convivente.

L’ennesimo caso di femminicidio si è consumato nella notte dell’11 ottobre, a Barbarano Romano (VT).  Il carnefice, sembra si tratti di un uomo di 65 anni, che per cause ancora sconosciute, ha colpito a morte, con delle coltellate, la propria convivente. Anna Maria Cultrera, questo il nome della vittima, brutalmente uccisa senza cause reali, forse per gelosia, forse per una litigata furibonda, fatto sta che un’altra donna ha perso la vita e ancora una volta  il numero delle morti violente del gentil sesso si amplia e moltiplica senza tregua. La Cultrera, aveva 60 anni ed era un’ ex-impiegata delle Poste, abitava a via IV Novembre e la sua dimora è stato anche l’ultimo luogo che ha visto, dato che, il suo compagno, Antonio Matuozzo, è lì che l’ha colpita fino ad arrivare a toglierle la vita. Le indagini, coordinate dal PM Fabrizio Tucci, che hanno consentito la ricostruzione dei fatti, sembrano non lasciare dubbio nel dimostrare che sia stato lo stesso Matuozzo a uccidere la compagna e a chiamare i carabinieri subito dopo aver compiuto l’atroce delitto; e in base all’interrogatorio, avvenuto nella Caserma di Ronciglione, sembra che lo stesso, abbia colpito più volte la sua convivente, infierendo poi con l’ultima, fatale coltellata, che le ha lacerato la gola. La donna era divorziata da tempo, l’uomo anche. I due convivevano e solo negli ultimi mesi da Viterbo, si erano trasferiti a Barbarano. L’assassino sembra inoltre, che fosse stato già denunciato e arrestato 4 anni prima, per molestie sessuali. Per chiarire tutta la situazione comunque, le indagini sono ancora in corso.

-UNA SPERANZA C’è – Troppi i casi dove donne indifese, hanno perso la vita, senza ottenere quella giustizia che doverosa, doveva essergli concessa e approvata; troppi gli uomini, che pur avendo commesso questi atroci delitti, sono stati scarcerati per mancanza di prove o perché non c’era una legge definitiva che puniva simili reati, però ora una speranza, una luce si è accesa, perché  nelle ultime oreparlamento, in Parlamento, c’è stato il  definitivo dell’Aula del Senato al decreto legge che contiene le misure per il contrasto del femminicidio. Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 143 sì e 3 no, nonostante l’astensione di alcuni partiti, che hanno avuto lo stesso atteggiamento alla Camera, qualche giorno fa. Anche Enrico Letta, Presidente del Consiglio, tramite twitter, ha espresso la sua soddisfazione e gioia per il risultato ottenuto. Lo è, è un traguardo importante per le donne, perché il diritto di essere rispettati e tutelati è e deve essere un moto fondamentale di tutti, deve essere una legge naturale che a prescindere dai movimenti umani, sociali e interpersonali, deve rappresentare il caposaldo della vita. Sicuramente niente e nessuno potrà restituire le vittime ai proprio familiari, ma il fatto che sia stato fatto un passo tanto grande, può aprire, una fessura di calore, in quegli animi che nella giustizia non credevano più.

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