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Esito negativo sul Dna della carne sequestrata!

Non si può certo negare che la carne di cavallo sia un alimento da scartare e che possa, in qualche misura, nuocere alla salute dell’uomo.  La carne equina, ha particolari caratteristiche che la contraddistinguono, come la sua magrezza e il grande contenuto di ferro, componenti che, a poco a poco, si sono fatti strada con grande attenzione nel mondo della corretta alimentazione.

Questo nobile alimento, consigliato anche in stato di gravidanza, per gli anziani , per i bambini e le persone anemiche, è stato al centro di un grande scandalo, quando, i Nas, lo scorso 21 febbraio, dichiararono di aver trovato tracce di carne di cavallo negli alimenti surgelati della Nestlé, la cui quantità risale a molte tonnellate di sequestro, della sopra citata carne macinata. Lo scandalo ha coinvolto molti paesi europei e dopo attente analisi ed esami, l’Istituto Zooprofilattico di Torino, su tutti i campioni prelevati, allo stabilimento SAFIM di None, ha dichiarato che gli esiti sono risultati negativi. Il Ministero della Salute, in un comunicato, ha reso noto che la carne sarà dissequestrata al più presto.

Tutto è iniziato quando, sono stati ritirati dal mercato dei prodotti, con marca Nestlè, in Italia e Scarne cavallopagna, dopo aver trovato tracce di carne di cavallo negli alimenti, questa scoperta ha coinvolto molti paesi in Europa, facendo circolare stati di allerta in pochissimo tempo e arrivando al risultato del ritiro di tali prodotti dal commercio.

In Francia, ancora adesso, la situazione non è tranquilla, infatti, alcune importazioni di casse equine, arrivate nel paese, dall’Inghilterra, sono state esaminate e dai risultati sono comparse tracce di fenilbutazione (forte anti-infiammatorio per cavalli, nocivo per l’uomo), ma la vendita è avvenuta prima del riparatore ritiro dell’alimento, con conseguente circolazione sul mercato del prodotto, già da un po’. Così è stato dichiarato, da un portavoce del Ministero dell’Agricoltura, a Parigi.  In risposta a questo, il Presidente Hollande, ha ritenuto opportuno obbligare le aziende, di disporre l’etichetta sui relativi prodotti, questo per far sì, che l’informazione, sulla provenienza su ciò che è pronto a comprare, sia un diritto del consumatore.

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