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Gli altri a Verona

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Il 21 settembre scorso si è svolta a Verona una conferenza sull’omosessualità presso la Gran Guardia, organizzata dal Movimento europeo Difesa della vita e l’associazione Famiglia Domani. Il convegno si intitolava “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?”, titolo che ha suscitato numerose polemiche su svariati quotidiani italiani, accuse di omofobia al sindaco Tosi e al vescovo Zenti ed è stata organizzata una protesta in piazza. Tuttavia, in quanti sono a conoscenza del fatto che a pochi chilometri da questo convegno e dalle proteste, si è svolto un convegno parallelo?

Presso la sala Ater, situata vicino la chiesa di San Zeno si è svolto quest’altro convegno intitolato “A difesa della famiglia”, organizzato da Forza Nuova, dal Circolo Culturale del Trivento Christus Rex e dal movimento Sovranità e difesa sociale.

Come illustrato nella presentazione, si trattava di una conferenza a sostegno della famiglia tradizionale contro le forze sovversive che distruggerebbero la cellula fondamentale della società, ovvero la famiglia. Perché tutto ciò che è al di fuori della famiglia tradizionale sarebbe contronatura. In questi ultimi anni staremmo dando retta a una lobby, che a livello internazionale vorrebbe scardinare le fondamenta della famiglia, perché altro non si tratterebbe che di forze giudaico-massoniche contro i veri valori, che ce l’avrebbero coi cattolici. E sarebbe giusto affermare tutto questo “che Bergoglio voglia o che Bergoglio non voglia”.

Costui, come i relatori del convegno e la maggior parte delle persone presenti, che a queste dichiarazioni applaudivano con entusiasmo, avevano citato più volte e con disgusto  la legge appena passata alla Camera, definendola liberticida e dichiarando che questi invertiti avrebbero dovuto accontentarsi. Questa legge creata dal Pd,  era nata con buoni intenti e per introdurre il reato di omofobia, al pari di quello che prevede sanzioni e condanne per discriminazioni religiose o etniche. Tuttavia per il quieto vivere è stata introdotta una piccola clausola, da qui l’appellativo monstrum:
non saranno sanzionabili «le organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione o di religione o di culto».

Il primo ad intervenire è stato Nello Alessio del movimento Sovranità e difesa sociale, affermando che  bisogna salvaguardare la famiglia dal punto di vista politico e amministrativo, non bisogna essere complici della libertà sessuale, perché il Pdl e la Chiesa non hanno difeso la famiglia. Perché sarebbero proprio loro che in nome di santa burocrazia ci fregherebbero; il Pdl e la Lega Nord, infatti, sarebbero gli autori della legge per l’affidamento delle case popolari, che favorirebbe l’assegnazione delle case agli immigrati, rubandole agli italiani. E da qui un salto, in cui si passa a parlare della famiglia, perché ora avrebbero tolto il diritto di chiamare i genitori “mamma e papà” per tutelare una minoranza. Sarebbe, quindi, giusto svegliare il mondo della tradizione, la società civile e i valori.
A questo intervento è seguita una breve dichiarazione della signora Anita Bombiero. Si tratta di una persona senza fissa dimora, appartenente alle categorie socialmente protette, invalida per motivi di salute, a cui è stata tolta la casa popolare, per un presunto debito con Agec. Si è fatta avanti per darsi, giustamente, visibilità e per chiedere aiuto, in quanto sono due anni che le sue richieste e proteste vengono ignorate. Ma ciò che ho visto poi, è che questa penosa e triste vicenda è stata, purtroppo e vergognosamente, strumentalizzata da chi il discorso lo voleva indirizzare in una certa direzione.

A seguire c’è stato l’intervento di don Floriano Abrahamowicz, dichiarando che bisogna difendere la famiglia naturale (da dove viene il concetto di naturalità? è stato creato in epoca moderna, quindi è un concetto creato dall’uomo per l’uomo), perché non sarebbe una scelta sessuale secondo natura quelle delle persone omosessuali. Bisognerebbe accettare l’evidenza dell’ordine della realtà, poiché rifiutarlo sarebbe un peccato contro lo Spirito Santo, come affermava anche S. Tommaso. La perversione omosessuale vorrebbe  giustificarsi anche tramite le leggi civili, ma una società civile non dovrebbe lontanamente permettere che vengano discusse o pensate leggi a favore dei malati. Inoltre, affermava infine il religioso, sarebbe giusto essere contro anche chi rispetta gli omosessuali, perché “quelli sono omosessuali nella testa”.

Per finire l’ultimo intervento era riservato a Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Ha esordito con questa enigmatica affermazione: “In Italia esiste un trasversale bipartisan, da una parte i politici criminali dall’altra i tartufi intellettuali”. Chi sarebbero i tartufi? Coloro che amano la verità, ma rispettano l’errore, ovvero tutte quelle persone che appoggiano il relativismo, i furbastri che si renderebbero credibili nella promozione attiva della perversione omosessuale. Si tratterebbe di una perversione perché è uno stravolgimento dell’ordine naturale, in cui “siamo noi contro gli altri”, cioè gli impostori, questi tartufi intellettuali appunto. Si tratterebbe di una perversione che la filosofia porta avanti da Cartesio fino all’Idealismo e oltre, una perversione dell’intelligenza, che rifiuterebbe di conoscere la realtà.
Fiore affermava di non comprendere questa follia di socializzare l’omosessualità, questo processo di ribellione presente in ogni tempo e in ogni epoca, in cui la religione dovrebbe incatenare i mostri, perché questi mostri innaturali provocherebbero la violenza.

 

 

Dopo questo convegno ho fatto alcune riflessioni:

-come potrebbe un omosessuale provocare un clima di violenza? Di pestaggi avvenuti ai danni di gay, lesbiche, drag queen, trans o altre persone al di fuori della “normalità”, purtroppo la cronaca attuale ne è piena, ma io non ho mai sentito parlare di violenze o minacce fatte a uomini o donne etero per le loro preferenze sessuali appunto.

-per quanto riguarda i continui riferimenti a quella che dovrebbe essere una società civile, ho pensato alla legge più importante presente in Italia: la Costituzione. In particolare all’art.3, comma I, che afferma:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

– per quanto riguarda la libertà di espressione, che il Pd avrebbe cercato di tutelare con quella piccola aggiunta, non dovrebbe essere usata e abusata per promuovere idee che sono contro le persone, che per quanto possano essere una minoranza, sono parte delle comunità. Persone che vengono tacciate di perversione e di essere contronatura, semplicemente perché amano un’altra persona.

Dopo il convegno camminavo per strada e come potevo guardare con disgusto quella giovane coppia di ragazzi, che si tenevano semplicemente e affettuosamente per mano?

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