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“Il Grande Gatsby”: un vortice anni ’20

Pellicola scintillante quella del regista Baz Luhrmann che, dopo aver diretto due grandi successi come “Romeo + Juliet” e “Moulin Rouge”, ritorna sul grande schermo con una nuova affascinante e tragica storia d’amore, tratta dal’omonimo romanzo di F.S. Fitzgerald: “Il Grande Gatsby“.

"Il Grande Gatsby" (2013)

“Il Grande Gatsby” (2013)

Ottima la scelta del cast! Un perfetto Leonardo Di Caprio, infatti,  si trova a vestire i panni dell’ambiguo, misterioso e folle Gatsby; insieme a lui un’affascinante e sinuosa Daisy interpretata dall’attrice Carey Mulligan, bravissima nel far trapelare dal personaggio una profondità repressa, emersa solo per un attimo grazie all’amore per Gatsby e poi facilmente sostituita con la pochezza e la superficialità tipica del bel mondo di quegli anni confusi.
Come  narratore dell’intera vicenda è stato scelto il bravissimo Tobey Maguire il cui personaggio, Nick Carraway, rappresenta l’unica figura completamente positiva che riesce ad immergersi nella folle e divertente dissoluzione della New York anni ’20 senza, però, restarne macchiato.

Il film, in versione 3D, è davvero suggestivo. I colori sono sfavillanti e le ambientazioni, a tratti oniriche, sembrano quasi quelle di un cartone animato. La storia è narrata in modo coinvolgente e l’amore tra Gatsby e Daisy riesce a regalare piccoli, ma significativi momenti emozionanti, come era già successo in “Romeo +  Juliet” e “Mouling Rouge”, riconfermando la capacità del regista di rendere palpabili i sentimenti dei personaggi, grazie anche ad un’ottima scelta della colonna sonora.

Più di due ore di film che non pesano affatto, anzi, alla fine ci si sente come buttati fuori di colpo da quel vortice di follie, luci e colori e si ha la sensazione di essersi svegliati a fatica da uno strano e affascinante sogno.

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