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L’ anticonformismo intellettuale attraverso la diversità delle lingue

Prima della conferenza. Foto di Daria Evangelista.

Prima della conferenza.
Foto di Daria Evangelista.

La settimana scorsa all’università di Ginevra gli interessati di linguistica hanno avuto pane per i loro denti in occasione della conferenza tenuta da Claude Hagège, professore al College de France ed esperto in materia.

Il titolo della conferenza, tenutasi nella sede dell’università Uni Dufour, esordiva: “Contre la pensée unique! Pour la diversité des langues”, ovvero contro il conformismo intellettuale e a favore della diversità linguistica, e riprendeva fedelmente il titolo del libro scritto dal professore.

Gli argomenti affrontati da Hagège erano fondati su un unico semplice pensiero: la vocazione dell’uomo è la diversità. Il professore, non senza frequenti digressioni in una quantità impressionante di lingue, si è soffermato inoltre sull’idea che una sola lingua è spesso veicolo di un solo modo di pensare. Riguardo alla lingua più diffusa nel mondo, l’inglese, Hagège ha tenuto a sottolineare che essa non è diventata la più parlata al mondo perché la più semplice (“La stessa semplice frase “turn left, right now” presenta una contraddizione di fondo”, spiega Hagège), ma perché la lingua della potenza mondiale che finora è stata una delle più influenti, ovvero gli Stati Uniti. “L’inglese” afferma il professore ” è una lingua molto ambigua e per giunta non è nemmeno particolarmente dotata per le scienze. Da questo punto di vista il tedesco sarebbe forse più adeguato”.

Uno degli ultimi punti trattati dal professore, che richiamava a una difesa di lingue un po’ meno diffuse come francese e tedesco, ma anche di lingue minori, è come fare a difendere la scomparsa di una lingua. A questo proposito Hagège si è espresso molto chiaramente: “come primo passo bisogna senza dubbio renderla ufficiale”.

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