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11 presidenti in un giorno solo

STELLE-E-STRISCE-IMMORTALI-a22122684Fu il fatidico giorno di ben 11 presidenti degli USA: il 20 gennaio fu data di insediamento ufficiale di tanti uomini che con il loro ruolo dettarono la politica per gli Stati Uniti e per il mondo.

F. D. Roosvelt

F. D. Roosvelt

Franklin Delano Roosvelt fu il primo presidente ad inaugurare questa tradizione del 20 gennaio. Era il 1937 quando egli ottenne dai concittadini il secondo successo elettorale per la Casa Bianca. Fu uomo di altissimo valore politico nel suo paese e nel mondo: della sua attività governativa non può essere dimenticata la serie di politiche che liberarono gli USA dalla crisi del 1929. Partecipò alla Seconda guerra mondiale sedendo al tavolo degli accordi internazionali come vincitore per conto della sua nazione. Rieletto a terzo mandato nel 1941 e poi ancora nel 1945, fu l’unico presidente americano a coprire (per circostanze belliche) il mandato più di due volte.

Nel 1949 veniva riconfermato presidente Harry Truman, succeduto alla morte di Roosvelt e protagonista degli ultimi incontri alleati dopo la guerra. Fu proprio Truman a deliberare lo sgancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.

Nel 1953 entrava alla Casa Bianca il generale Eisenhower. Aveva guidato tutti i movimenti bellici durante la guerra in Europa e sostenne sempre la corsa agli armamenti contro il concorrente governo russo che apriva la “Guerra fredda”. Venne riconfermato nel 1957.

John F. Kennedy divenne presidente nel 1961. Di lui spesso i manuali riportano la cosiddetta “Politica delle due K” che avvicinò lui (Kennedy) al leader sovietico Kruscev nella ricerca di un comune accordo per risolvere l’opposizione post-bellica. Grande uomo di stato, si impegnò in prima persona nella lotta per la concessione di una piena personalità giuridica ai concittadini di colore, fino ad allora discriminati. Quando gli fu chiesto cosa lo stato facesse per i suoi cittadini egli ebbe la cura di rispondere “Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese”.

kennedy

J. F. Kennedy

Lyndon Johnson successe a Kennedy dopo l’assassinio del 1963. Banditore e sostenitore della guerra in Vietnam, fu impegnato in una dura politica anticomunista.

Nel 1969 Richard Nixon ricopriva il suo primo mandato, riconfermato poi nel 1973. La storia lo legò allo scandalo Watergate: quando i Repubblicani piazzarono spie nella sede dei Democratici e la cosa venne portata all’attenzione dell’opinione pubblica, il presidente fu costretto a dimissioni.

Gli successe Carter nel 1973. Sotto la sua presidenza si radunarono a Camp David esponenti del governo israeliano ed egiziano alla ricerca di un primo accordo di non belligeranza e di concordia fra i due popoli.

Il 1981 e il 1985 assegnarono la vittoria al repubblicano Reagan, ex divo di Holliwood. Inaugurò un periodo di politiche liberali apprezzate dai Repubblicani e Conservatori di tutto il mondo mentre i Democratici ne leggevano la crisi dell’equità civile. I suoi successori furono i presidenti dei nostri giorni e quelli che anche chi è più giovane può ricordare facilmente.

R. Reagan

R. Reagan

Nel 1989 Bush padre otteneva il governo ed assisteva alla caduta del Muro di Berlino mentre il sistema delle repubbliche sovietiche collassava senza freno. Contemporaneamente gli Usa partecipavano alla coalizione ONU in difesa del Kuwait durante la prima Guerra del Golfo.

Nel 1993 Bill Clinton, democratico, otteneva il primo mandato, riconfermato nel 1997. Di questo periodo sono famosi gli accordi internazionali: la stretta di mano fra Rabin e Arafat a Oslo, con la protezione ed il sostegno di Clinton in secondo piano, è patrimonio della storia mondiale. Vennero anche gli scandali privati. Il caso Lewinsky comportò la crisi dei rapporti fra presidente e Senato repubblicano e si giunse alle dimissioni nel 2001, proprio il 20 gennaio.

Nella stessa data subentrava George W. Bush figlio, rieletto poi nel 2005. A otto mesi dal suo insediamento crollavano le Twin Towers per mano di un attacco terroristico pilotato dall’associazione talebana Al-Qaida. Iniziava così la guerra in Afghanistan ed il conflitto veniva allargato all’Iraq di Saddam Hussein, ritenuto in possesso di armi pericolose per la pace mondiale.

B. Obama

B. Obama

L’innovazione più grande si affacciava sulla bandiera a stelle e strisce nel 2009 allorché per la prima volta nella storia statunitense un nero, Barack Obama, veniva eletto 44° presidente degli stati uniti. I segni della modernità rigavano i 50 paesi che compongono la repubblica federale più grande d’America. L’impegno di Obama si concentra sul fronte dell’equità e della piena fruibilità dei diritti personali: propone riforme sanitarie, incentivi a famiglie e studenti a basso reddito, drastica riduzione delle armi di distruzione di massa e studio del prossimo ritiro delle truppe dal Medio Oriente.

La storia degli Usa si conta per presidenti e la rilevanza di queste persone sta nell’aver scandito e costruito la storia di 50 piccoli stati uniti insieme in una grande repubblica: ma contemporaneamente hanno acceso le luci che illuminavano le politiche di gran parte del mondo.

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