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L’ (in)utilità dell’Onu

download26 giugno 1945. A San Francisco nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il fine preposto è garantire la sicurezza internazionale ed evitare così lo scoppiare di nuove guerre. Una volta placatisi i cannoni in Europa con la resa tedesca (nel Pacifico ciò sarebbe avvenuto solo pochi mesi dopo), i paesi vincitori dell’ultimo conflitto  decisero di istituire un organo sovranazionale che si impegnasse a risolvere pacificamente le tensioni internazionali: l’Onu, che avrebbe dovuto essere un successore più credibile della Società delle Nazioni. La Società delle Nazioni era un’organizzazione che si prefisse lo stesso obiettivo che avrebbe avuto in seguito l’Onu, ma che tuttavia fu costantemente inutile ed inefficace. Infatti, paesi come gli Stati Uniti  non ne fecero mai parte, e altri (tra cui Italia, Germania, Urss, Giappone) ne fuoriuscirono in seguito, indebolendo definitivamente la Società delle Nazioni.

Tuttavia, pur composta da quasi tutte le Nazioni del mondo, l’Onu sta continuamente dimostrando i propri enormi limiti che ne mettono in evidenza l’inutilità. Già, inutilità. E’ inutile perché dal 1945 non ha evitato una lunghissima lista di conflitti. Per giunta è un’organizzazione succube delle Nazioni che ne detengono il diritto di veto presso il Consiglio di Sicurezza: Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito. Un loro voto contrario ha il potere di bloccare una risoluzione o una decisione. Inoltre, consente loro di intervenire militarmente senza incorrere in sanzioni. Ciò spiega l’impotenza del Consiglio di Sicurezza su conflitti che coinvolsero alcuni di questi Stati: guerre in Afghanistan (sia invasione russa nel 1979 che americana nel 2001), guerra in Iraq, Vietnam, Cecenia, Falkland.

Se vogliamo poi analizzare i fatti dell’attualità, ci troviamo di fronte a conflitti e guerre in alcune zone del mondo per le quali l’Onu non sta facendo nulla di concreto. Per esempio in Siria. Siamo di fronte a una regione martoriata da una sanguinosa guerra civile dove si è raggiunta nel giorni scorsi la tremenda quota di 60 mila civili uccisi (per rendere l’idea, in Italia durante la Resistenza furono 45 mila i partigiani uccisi. Cfr G.Bocca, Storia del’Italia partigiana, p. 536). L’impegno delle Nazioni Unite fu solamente di inviare poche centinaia di osservatori non armati. Insomma, niente di concerto. Il Consiglio di Sicurezza non può intervenire ulteriormente a causa dei veti di Cina e Russia che appoggiano indirettamente il regime di Assad, il quale bombarda i manifestanti contro il suo regime.

Inoltre, in Nigeria continuano le stragi di cristiani perpetrate dai fondamentalisti islamici. Stragi che probabilmente persisteranno nonostante le ferme quanto inutili condanne dell’Onu. Potremmo continuare elencando l’infinito conflitto tra Palestina e Israele, il programma di costruzione della bomba atomica da parte della Corea del Nord, di arricchimento nucleare dell’Iran (con relative e continue minacce all’esistenza di Israele), la mancanza di diritti civili in Cina (che in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza ha pressoché mano libera), più le infinite e poco conosciute violenze che si susseguono nell’Africa.

Un deciso intervento si è solamente verificato quando ci si è trovati di fronte al pericolo di interessi economici delle Nazioni che sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, come in Libia nel 2011 (il cui petrolio e gas naturale erano indispensabili all’Europa, Francia in testa).

D’altra parte si sa, sono sempre stati i più potenti a decidere e a fare il bello e cattivo tempo. Ed è praticamente quello che sta succedendo ancora adesso. Avverrà mai un cambiamento?

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