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Incontro Bersani-M5S: i Grillini dicono no!

Incontro Bersani-M5SL’incontro tra il segretario del PD, incaricato di formare il nuovo governo, e i rappresentanti del M5S è terminato con il no definitivo dei Grillini a dar la fiducia a un Governo di centrosinistra. A nulla sono valse le promesse di un cambiamento da parte di Bersani, e inascoltata è stata la richiesta di un accordo per il bene dell’Italia, un paese sull’orlo del baratro, che non si può permettere di andare nuovamente alle elezioni. “Qui, purtroppo non è Ballarò: qui è ‘na roba seria. I prossimi mesi sono ‘na roba seria”, ha precisato Bersani.

La motivazione del rifiuto? I Grillini non possono sostenere chi negli ultimi anni ha fatto promesse elettorali senza mantenerle. “Noi siamo il risultato di questi ultimi vent’anni, non siamo la causa. Siamo il risultato di una legge elettorale. Vogliamo le prove, non ce la sentiamo di fidarci”, ha spiegato Vito Crimi. Bersani ha replicato che di cose in questi anni ne sono state fatte, e che la mancata realizzazione di una legge elettorale non può essere imputabile a lui (riferendosi alla responsabilità del PDL). Viene ribadita dai Grillini l’idea di votare a favore o contro ogni singolo provvedimento, senza dare la fiducia al Governo, né alla Camera, né al Senato. Aggiunge Crimi: “Un’occasione unica, questa: qui ci sono tre blocchi, è una situazione che non permette a nessuno di imporre una linea politica sulle altre. Qui si può ottenere un grande risultato perché su ogni fronte si dovrà discutere”.

Interviene anche Enrico Letta, a fianco di Bersani: “Ora qui si deve trovare una sintesi mescolando le posizioni, perché sulle singole posizioni la maggioranza non c’è mai. Sulle cose e sulle fiducie si devono mescolare i voti, se no il Parlamento davvero si blocca”.

Ma non c’è nulla da fare: i Grillini rimangono nella loro posizione, e l’incontro si chiude con un nulla di fatto.

Durante la conferenza stampa, la deputata 5 Stelle Roberta Lombardi precisa “Se appoggio esterno significa votare la fiducia senza entrare nel governo, allora è no. Entrata nel governo? La posizione è sempre quella, no”. I Grillini però non si tirano indietro all’idea di formare un Governo 5 Stelle, l’unico a cui darebbero evidentemente la fiducia. “Noi a differenza degli altri abbiamo la credibilità”, insiste Crimi.  Quando però gli si chiede come potranno affrontare il problema de numeri, “la responsabilità deve essere degli altri partiti”, rispondono.

Nel frattempo Beppe Grillo ha postato sul suo blog l’ennesimo commento offensivo,  eccesivo persino per lui: “I Padri Puttanieri sono i Bersani, i D’Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno”. Bersani risponde “Auguri ai salvatori della patria”.

I salvatori della patria? Forse si, o forse no! Parlano di promesse mantenute, quando ancora, concretamente, non hanno fatto nulla; parlano di persone giovani , competenti e credibili, a mio parere, marionette nelle mani di un burattinaio che sa esprimersi solo con urla, offese e monologhi. Monologhi, si, perché anche durante le conferenze stampa il M5S esordisce con “Niente domande”, come ha fatto la Lombardi.

I Grillini hanno promesso di fare il bene del Paese, e forse sarebbe giunto il momento di realizzare ciò per cui sono stati votati. Dare la fiducia al Governo non vuol dire tradire il proprio partito o il proprio programma, come non vuol dire perdonare e dimenticare gli sbagli passati. Significa piuttosto fare una scelta coscienziosa, fare ciò che è meglio per l’Italia in questo momento, e dare almeno una possibilità al Paese di approvare quelle riforme tanto attese, perché, si ricordino i Grillini, in mancanza di fiducia, non vi sarà neanche modo di “votare provvedimento per provvedimento”.

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