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L’Italia un paese del terzo mondo? Secondo le statistiche si!

Secondo il The Daily Beast, un sito di informazione americano, le condizioni della società italiana sono molto simili a quelle di un paese del terzo mondo.

Si potrebbe pensare che sia solo l’opinione di un americano sbruffone, ma non è così purtroppo! Le statistiche parlano chiaro: nonostante l’Italia possa vantare un enorme patrimonio ambientale e culturale che affonda le sue radici in epoca molto antica, e nonostante la sua economia sia tra le prime sette del mondo, il nostro Belpaese presenta problemi sociali, come la disoccupazione giovanile e la condizione femminile, che rasentano la situazione dei paesi in via di sviluppo.

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Il rapporto annuo dell’ISTAT ha evidenziato come la disoccupazione dei giovani tra i 16 e i 24 anni abbia raggiunto un nuovo record del 36.5%. In pratica oltre un giovane su tre è senza lavoro. E come se non bastasse i laureati hanno addirittura meno possibilità di trovare lavoro rispetto agli altri, oppure sono costretti a svolgere professioni scarsamente qualificate, e con contratti a tempo determinato.

E per le donne la situazione è ancora peggio: hanno più difficoltà nel trovare lavoro, e molte sono ancora relegate in ambito domestico. Ma non è tutto.  Solo nel 2012 sono state uccise ben 120 donne, e nell’85% dei casi il colpevole è il partner. L’allarme però non ha suscitato l’intervento delle autorità in merito, e mancano ancora delle politiche di educazione alla non-violenza per gli uomini.

 

Le iscrizioni all’università sono in diminuzione, e il tasso di abbandono scolastico è tra i più alti d’Europa.

Amnesty International ha denunciato l’Italia per quello che ha definito “sfruttamento degli immigrati”. La maggior parte di essi sono pagati il 40% in meno degli italiani e vivono nel nostro paese illegalmente, perciò diffidano della polizia e degli ospedali nel chiedere aiuto e nel farsi curare.

Dato questo scenario per il futuro italiano non si prospetta di certo nulla di buono. Si sono registrati alcuni miglioramenti importanti con il precedente governo Monti, ma la strada è ancora lunga,e per questo le elezioni di febbraio saranno decisive.

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