Troppi candidati dagli enti locali, si prevede un esodo di consiglieri Reviewed by Momizat on .   Che ci sia una grossa crisi della politica, questo è chiaro a tutti. E uno dei modi scelti dai maggiori (e minori) partiti per arginare questa sfiducia è   Che ci sia una grossa crisi della politica, questo è chiaro a tutti. E uno dei modi scelti dai maggiori (e minori) partiti per arginare questa sfiducia è Rating: 0
Home » Cronaca » Politica » Troppi candidati dagli enti locali, si prevede un esodo di consiglieri

Troppi candidati dagli enti locali, si prevede un esodo di consiglieri

 

Che ci sia una grossa crisi della politica, questo è chiaro a tutti. E uno dei modi scelti dai maggiori (e minori) partiti per arginare questa sfiducia è riavvicinare la politica ai “comuni mortali”. Mi spiego meglio. Chi è il politico che rappresenta meglio i desideri e le volontà dei cittadini? Quello che magari è brianzolo di nascita ma ha sempre lavorato a Roma come capo della segreteria di qualche big (o che ha sempre vissuto in Parlamento), oppure il consigliere comunale supervotato con il buon vecchio sistema delle preferenze e che ha sempre dato il massimo (nonostante i fondi manchino) per provare ad assicurare al proprio comune i mezzi necessari per fare ad esempio un nuovo mercato rionale? La risposta appare scontata, il cittadino si riconosce più facilmente (e da sempre) negli esponenti degli enti locali. Innanzitutto perchè sono scelti direttamente dagli elettori (utopico pensare che un singolo cittadino possa scegliere chi votare a livello nazionale, siam pazzi?), ma anche perchè hanno bene in testa cosa vuol dire lavorare per passione (dato che il lavoro di consigliere o sindaco dei piccoli comuni è considerato quasi alla stregua del volontariato, visti gli irrisori compensi), e non per “la caregheta” che tanto piace ai politici di professione. E quindi per riavvicinare la politica ai cittadini, ecco che le liste elettorali pullulano di consiglieri comunali o provinciali, di sindaci di piccole realtà rurali o montane, di esponenti di enti dei servizi pubblici che il cittadino sente particolarmente vicini a se stesso. Nessuno sta considerando il possibile esodo di consiglieri che si avrà dopo le elezioni? Tutti i piccoli e grandi consiglieri regionali o provinciali saranno costretti a dimettersi (se eletti), oppure (in certi casi la Costituzione lo ammette) continueranno il “doppio lavoro” rischiando di tralasciare il piccolo comune. Nessuno parla di questa eventualità?

 

Non faccio certo l’ipocrita, questa eventualità è sempre accaduta. Da una vita si compie un percorso ascensionale che parte dai comuni, poi fa tappa obbligatoria nella Provincia, poi tocca alle Regioni e poi al Parlamento (anche quello Europeo, così per completare il cerchio). Ma, per quello che mi riguarda, questa pratica è assolutamente ridicola. Il fatto, ad esempio, che ai sindaci dei piccoli comuni sia data la possibilità di cumulare la carica di primo cittadino e deputato mi fa personalmente rabbrividire. Soprattutto perchè mi hanno sempre insegnato (anche se non sempre lo faccio) che è meglio fare bene una cosa piuttosto che farne quattro così così. E vogliamo parlare dei consiglieri regionali che, se eletti, dovranno dimettersi dalla carica? Potremmo trovarci nell’imbarazzante caso in cui una Regione che andrà alle urne tra un anno è costretta a cambiare per pochissimo tempo la batteria dei consiglieri regionali, andandoli a pescare tra gli esclusi di 4 anni prima. Che ovviamente nel frattempo si potrebbero essere dedicati non più alla politica, ma ad esempio al bricolage o al giardinaggio. Chi glielo spiega ai cittadini che i consiglieri che loro stessi hanno voluto ora sono a Roma, mentre al loro posto è stato ripescato uno che una volta era un politico, ma che ora è un valente esperto di giardinaggio o di découpage?

 

Per farvi capire che non sono discorsi privi di senso, riporto i dati emersi dall’ultimo studio di Anci Comunicare. In lista ci sono ben 250 sindaci e 1363 amministratori comunali. Più nel dettaglio, 701 amministratori provengono dalla coalizione di centrodestra, 304 da quella di centrosinistra, 249 sono i “montiani” e 96 i candidati che appartengono a Rivoluzione Civile. Analizzando i singoli partiti, sorprende come il Pdl ne candidi 281, mentre il Pd “solo” 189. Fratelli d’Italia è addirittura a 216, la Lega ne ha 204, Fare per Fermare il Declino (nonostante si sia appena costituito) ne ha 13. Per quanto riguarda i sindaci, il Pd conta 61 candidature tra primi cittadini e vice, di cui solo 42 vengono dalla Lombardia. L’alleato principale di Bersani (Sel) schiera ben 6 sindaci su 12 nelle liste calabresi e 17 sindaci e vice-sindaci in Lombardia. Ma è ancora il Pdl a guidare questa classifica, con 47 candidature solo il Lombardia, dove primeggia ovviamente anche la Lega Nord con 70 amministratori. Gli altri dati li risparmio a coloro che hanno il “coraggio” di arrivare in fondo a tale studio.

 

Dove è finita la coerenza di Matteo Renzi, che ha mantenuto la promessa di non scindersi dal Pd rimanendo sindaco di Firenze? O di quel semisconosciuto di Bruno Tabacci, che ha rinunciato al suo scranno di assessore al Bilancio del Comune di Milano per candidarsi (non essere eletto, attenzione) con Centro Democratico?

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 4.5/5 (2 votes cast)

Troppi candidati dagli enti locali, si prevede un esodo di consiglieri, 4.5 out of 5 based on 2 ratings

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su