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Finalmente Bayern!

Robben

BORUSSIA DORTMUND: Weidenfeller; Pisczek, Subotic, Hummels, Schmelzer; Bender, Gundogan, Blaszcsykowski; Reus, Grosskreutz; Lewandowski. All. Klopp

 

BAYERN MONACO: Neuer; Lahm, Boateng, Dante, Alaba; Javi Martinez, Schweinsteiger; Robben, Muller, Ribery; Mandzukic. All. Heynckes

 

LONDRA – Una liberazione quella che gli uomini di Jupp Heynckess hanno regalato ai propri tifosi sabato sera al Wembley Stadium, in occasione della finale di Champions League, edizione 2012 / 2013. Certo i bavaresi partivano con i favori del pronostico, avendo già vinto il campionato tedesco con otto giornate di anticipo e concludendolo con venticinque punti venticinque di vantaggio sulla seconda, proprio il Borussia Dortmund di Jurgen Klopp incontrato anche in finale. In ogni caso si sa, nel calcio mai nulla va dato per scontato, dato che l’outsider di questa edizione aveva già eliminato durante il proprio cammino avversari di spessore, quali il Manchester City di Roberto Mancini – allora – e il Real Madrid di Mourinho – che a breve ufficializzerà il suo ritorno al Chelsea.

Formazioni speculari quelle delle due tedesche che, senza particolari sorprese rispetto alle attese della vigilia, schierano entrambe il 4-2-3-1 che le ha contraddistinte per tutto l’andamento della stagione.

Nei primi venti minuti il Bayern resta bloccato, raggelando i propri tifosi con l’incubo della terza finale di Champions persa in quattro anni: al 13’ Lewandowsky impegna dalla distanza Neuer, che scalda i guantoni con una parata normale, ma poco dopo il portierone della nazionale tedesca deve fare gli straordinari su una deviazione ravvicinata di Blaszczycowski, messo in condizione di battere a rete da un cross basso di Reus; a metà del primo tempo si svegliano i campioni di Germania, che impegnano Weidenfeller con Mandzukic, velenoso colpo di testa che il portiere devia sulla traversa,  e che poi sempre con un colpo di testa, stavolta di Javi Martinez, spaventano Klopp, tesissimo in panchina. Alla mezz’ora è Robben a fallire una facile occasione, con Weidenfeller che comunque copre bene lo specchio della sua porta. Il Borussia non sta a guardare, e al 35’ impegna ancora una volta Neuer, che si fa trovare pronto sventando una pericolosa imbucata di Reus per Lewandowski. Al 43’ Robben spreca ancora, e con il pallone colpisce in pieno la faccia di Weidenfeller, che salva ancora il risultato.

Nel secondo tempo è notevole il forcing del Bayern, che al 60’ passa in vantaggio con una combinazione targata “Ribery – Robben – Mandzukic”: il primo offre una spelndida palla filtrante, il secondo manda fuori causa il portiere, il terzo deve solo appoggiare in rete. Non incolpevoli sia Weidenfeller che Subotic. Solo sei minuti più tardi però Dante rifila un calcione a Reus in area: calcio di rigore, che Gundogan trasforma con freddezza da veterano. Il Bayern però resta compatto, e per poco non approfitta di un mezzo pasticcio difensivo confezionato da Schmelzer e Weidenfeller, si immola Subotic; a questo punto sale in cattedra Weidenfeller, che dimostra il proprio valore su due tiri dai 25 metri, il primo di Alaba, il secondo di Schweinsteiger. Il Bayern spinge sull’acceleratore e all 89’ passa ancora: Ribery trasforma un lancio lungo in un assist millimetrico per Robben, che si fa perdonare tutte le occasioni fallite, e porta la sua squadra in vantaggio.

Non c’è più tempo per la reazione del Borussia: il Bayern Monaco vince la sua quinta Champions League – se si contano anche le Coppe dei Campioni – e scongiura il pericolo di rimanere a secco in Europa anche in questa stagione, dopo essersi lasciata scappare la coppa proprio in finale sia l’anno scorso con il Chelsea, che tre anni fa contro l’Inter del “Triplete”.

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