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Confederations: 0 – 0 tra Italia e Spagna, ma la Roja passa ai rigori

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FORTALEZA – Incredibile a dirsi e, a chi la partita non l’ha vista, potrebbe sembrare una disamina un po’troppo faziosa, ma l’Italia, nella partita valevole per la qualificazione alla finale di Confederations Cup, non ha affatto sfigurato, anzi. Sorvolando sulla nauseabonda vergogna targata Blatter, che evidentemente ha reputato il triste, tristissimo avvenimento della morte del noto ex  calciatore Stefano Borgonovo, ammalato da tempo di SLA, non degno di essere quanto meno onorato da un minuto di silenzio – mi si permetta di passare con disinvoltura solo apparente da un argomento così serio al futile commento di una partita – va sottolineato che l’Italia ha giocato una delle sue migliori partite da anni a questa parte, facendo impallidire i “campeones” d’Europa e del Mondo in carica.

Nel primo tempo, fatta eccezione per un’occasione concessa a Torres, gli azzurri hanno avuto l’unico demerito di non capitalizzare le tante opportunità, capitate, fra gli altri, ora a Maggio, ora a Marchisio, ora a De Rossi. Giaccherini riusciva costantemente a liberarsi sulla sinistra, a Gilardino il lavoro sporco, mentre Buffon orchestrava una difesa attentissima: Un’Italia pressoché perfetta, insomma.

Il secondo tempo nasce sotto la stessa positiva stella, ma con il passare dei minuti la fatica si faceva sentire: la Spagna riusciva ad affacciarsi dalle parti di Buffon, ma la grinta di De Rossi, le discese di Candreva e lo stoicismo di Gilardino permettevano alla formazione di Prandelli di non subire mai una pressione insostenibile.

Durante i supplementari si aveva la sensazione che potesse succedere di tutto: a squadre stanchissime, da segnalare un palo colpito da una violenta conclusione di Giaccherini, Casillas battuto, ed il forcing spagnolo degli ultimi minuti di gioco.

Si arrivava così ai rigori, un deja-vu poco piacevole per gli azzurri, che erano stati eliminati dal campionato europeo del 2008 proprio ai rigori dalla Spagna. Purtroppo l’esito, cinque anni dopo, non è variato: 7-6 in favore della “Roja”, con il fatale errore dal dischetto di Bonucci.

Lasciano ben sperare la prestazione di primissimo livello di un’italia più che rimaneggiata, causa infortuni, e la sensazione che il gap tra le due squadre non sia quello drammaticamente visto nella finale del campionato europeo di un anno fa, occasione in cui la Spagna ci inflisse un pesante 4-0.

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