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The Wolf of Wall street: era proprio necessario?

La domanda è: era proprio necessario mettere su pellicola la storia di un uomo così disgustoso e dei suoi allegri compagni?

Partendo dalla convinzione che il film è confezionato alla perfezione con un Di Caprio da Oscar e non una parola da dire su tutta la struttura, resta, però,  il fatto che esso può avere soltanto due effetti sul pubblico: “effetto viagra e ammirazione” nel 90% della popolazione maschile ed “effetto disgusto” sulle donne e sul resto degli uomini un po’ meno porno-dipendenti degli altri. La storia è, purtroppo, realmente accaduta, ed è quella di un uomo d’affari orribile da qualunque punto di vista. Pur di fare soldi passa sopra a qualsiasi cosa. Si tratta di un drogato a livelli disumani, di un dipendente dal sesso che porta tutto il suo “staff” ad accoppiarsi di continuo come bestie con chiunque, in qualunque modo (senza badare troppo a malattie veneree, attrazione fisica, mogli o cose così) e a fregare il prossimo pur di fare soldi, tanti di quei soldi da poter essere buttati nel cestino per divertimento. Il 70% del film è fatto solo da donne (prostitute e non) usate come i più inutili oggetti, quasi accatastate tra di loro in un’unica massa informe, ridicole e lanciate di continuo davanti allo schermo, per il godimento di questo gruppo di persone viscide e malate, completamente drogate la maggior parte del tempo tanto da non fare minimamente caso alle proprie azioni.

The Wolf of Wall street (2014)
The Wolf of Wall street (2014)

Io capisco il voler fare un ritratto realistico della vita di Jordan Belfort, ma quello che non capisco è perché far durare così tanto quelle scene degradanti mostrandole in modo così esplicito e soprattutto rendendole divertenti e non disgustose?

Il problema più grande di tutti, però, non riguarda il sesso, che fatto con amore o senza è pur sempre una cosa piacevolissima, ma il messaggio che il film vuole dare. Tutte queste allegre disavventure che dovrebbero dipingere queste persone come delle bestie raccapriccianti ed emotivamente ritardate, sono rese in chiave comica e questo porta lo spettatore medio a ridere davanti a scene che dovrebbero far accapponare la pelle. Quello che risulta alla fine del film è una celebrazione di questa vita e non una condanna e nemmeno una semplice visione in chiave realistica perché anche i momenti di declino del protagonista sono descritti con troppa benevolenza. E’ possibile che il suo periodo in carcere venga delineato con un’unica scena di due minuti dove lui gioca a tennis?? Stiamo scherzando? E’ questa la caduta? E’ questo il modo di raccontare il suo periodo nero? E soprattutto è davvero questa la condanna per un uomo che ha sfruttato illegalmente milioni di persone, che ha tradito due mogli con un numero infinito di prostitute rischiando di mischiare le più orrende malattie, che ha avuto due figli stando sempre sotto l’effetto di droghe pesanti e quindi rischiando di farli nascere con dei problemi di dipendenza e che, nonostante la vita completamente sregolata, sembra sempre sano come un pesce?

Dalla sala si esce frastornati e disgustati (se si ha un po’ di buon senso, altrimenti probabilmente eccitati) e con la sensazione che questo individuo, che alla fine per salvarsi tradisce la maggior parte delle persone che lavoravano con lui, ne esca fin troppo pulito. Di Caprio ha affermato che l’intento suo e di Scorsese era quello di condannare questo tipo di vita, ma in tre ore di film intorno a me ho sentito soltanto commenti ammiccanti e ammirazione per quegli eccessi e per quella mancanza di umanità e questo mi ha fatto venire i brividi. Ma forse dovevo aspettarmelo. Siamo in un mondo che batte le mani ad un quasi ottantenne come Berlusconi che, invece di portare al parco i nipoti, va a letto con le nipoti degli altri e organizzava festini tutte le sere a spese nostre; allora come faccio a stupirmi se davanti a questi veri e propri mostri gli uomini sorridono e sognano il sesso con milioni di corpi senza identità o volto, i soldi facili, anche a scapito di schiacciare gli altri, e il potere? The Wolf of Wall street poteva essere interessante se fosse stata un’accusa, o anche semplicemente un ritratto realistico, ma così com’è sembra un trionfo della droga che sembra non portare conseguenze sul fisico (che in una scena viene, addirittura, paragonata agli spinaci di Braccio di Ferro) e delle perversioni più squallide e immotivate. E’ il manifesto della decadenza dei sentimenti e della vita facile. Se questo era l’intento del regista allora battiamogli le mani, perché ci è riuscito alla perfezione, ma allo stesso tempo ha dato dei messaggi in una chiave sbagliata e completamente fraintendibile, soprattutto, dalle nuove generazioni e questo è un gran danno. Forse Scorsese ha ritenuto il suo pubblico più intelligente di quello che è, perché sono davvero in pochi ad aver percepito l’aspetto cupo e malato di questo stile di vita…se davvero era suo intento mostrarlo.

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Commenti (5)

  • Pietro

    Io non ho parole.
    Non credevo che ancora nel 2014 venissero pubblicati articoli di questo tipo. Credo invece che sia il caso di smetterla con questa retorica da quattro soldi.
    A parte offendere il 90 per cento del pubblico che ha apprezzato il film, tutta l’indignazione contenuta in questo articolo è giustificata da dietrologie e considerazioni talmente bigotte che forse neanche ai tempi della censura venivano considerate.
    Ancora, e dico ancora nel 2014 consideriamo il cinema, che in questo caso è dichiaratamente una forma di intrattenimento, un’influenza negativa su quello che succede nel mondo reale? Ma per cortesia.
    Volendo seguire queste ridicole idee, allora dovremmo dare la colpa al Cavaliere Oscuro se un uomo vestito da Joker è entrato in un teatro e ha sparato a decine di persone. Oppure dovremmo dare la colpa a Trainspotting se al mondo esistono i drogati. O ad Ocean’s Eleven se le persone rubano. O ancora ad Alien se alle persone al mondo viene l’acidità di stomaco. Potrei andare avanti all’infinito con queste idiozie.
    Consiglierei all’autrice dell’articolo di mandare una mail a Martin Scorsese scrivendo le stesse cose e chiedendo di rivedere il film in tono accusatorio. Credo che Martin, dopo essersi fatto qualche risata di gusto, risponderebbe spiegando la differenza tra film e documentario.
    E allora per favore, andiamo a cercare le cause di certi problemi altrove e non utilizziamo come capro espiatorio il mondo del cinema.
    Le persone per fortuna sono molto più intelligenti di quello che vorrebbe far credere questo articolo.

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    • Maristella Occhionero

      Opinioni. La critica è divisa a metà, io sono in una metà e tu nell’altra. Al cinema si può parlare di tutto e far vedere tutto, ma ci sono modi e modi. Non apprezzo la pubblicità che si è fatta a questo personaggio e i soldi che, probabilmente, gli saranno arrivati per i diritti del libro dopo lo schifo che ha fatto. A questo punto facciamo film comici su tutte le tragedie e le schifezze del mondo. Ridiamo sullo sterminio degli ebrei, sulla violenza sugli animali, sugli stupri…ridiamo su tutto se vi piace così. A me non sembra una grande idea…comunque sono solo opinioni, la tua, la mia e quella degli altri…

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  • Maristella Occhionero

    A proposito…ho visto che hai fatto una recensione anche tu su questo film…ora mi è tutto più chiaro…e complimenti per le cose interessanti che hai imparato da questa pellicola! Sono sicura che ti saranno utilissime:)…hai visto che a volte i film insegnano qualcosa? E proprio tu che dicevi di no hai preso proprio il “meglio”! Che bravo:)

    P.S. comunque hai visto che la moderazione ha accettato il tuo commento?

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  • Pietro

    Eeeeeh già, io vado a prostitute tutte le sere e lancio i nani dal balcone. Vedessi cosa faccio con la droga, sono un peccatore. So che non contempli la parola ironia nel tuo vocabolario…ma non ti preoccupare, per me Miss Italia finisce qui, non ho bisogno di un esorcismo. Baci

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    • Maristella Occhionero

      Ehhh già chi mi conosce lo sa che l’ironia non è proprio nelle mie corde….sapessi come sono seriosa…:) comunque che vuoi che sia un esorcismo! E’ pur sempre una nuova esperienza! Provalo, potrebbe regalarti brividi che non immagini:) Saluti, auguri per tutto e adios!

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