Gli emigranti immigrati Reviewed by Momizat on . Siamo un popolo di emigranti e di immigrati. E' tanto che non scrivo. Sono lontani i tempi degli editoriali graffianti e irriverenti, conditi di una sana dose d Siamo un popolo di emigranti e di immigrati. E' tanto che non scrivo. Sono lontani i tempi degli editoriali graffianti e irriverenti, conditi di una sana dose d Rating: 0
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Gli emigranti immigrati

Siamo un popolo di emigranti e di immigrati. E’ tanto che non scrivo. Sono lontani i tempi degli editoriali graffianti e irriverenti, conditi di una sana dose di incoscienza e illusione nel futuro. Niente più critiche dai conoscenti che leggevano quegli articoli, niente più insulti anonimi o simpatici complimenti dagli amici come “sei il solito comunista di merda”. Tutto questo è velocemente passato, lasciando il posto ad una continua emigrazione degli affetti più cari. Non c’è più tanta voglia di leggere o scrivere, perché siamo troppo occupati a doverci preoccupare del futuro, di dover imparare una lingua e delle tradizioni che non ci appartengono. Siamo troppo occupati nella preparazione degli addii, dei saluti all’aeroporto, conditi con un contegno che sappiamo bisogna imparare il prima possibile. Ed è quel contegno che ancora non ci ha fatto completamente implodere, che ci permette di affrontare quei saluti degli emigranti in modo dignitoso. Saluti amari, intrisi di quella consapevolezza pirandelliana di essere uno o nessuno dei centomila partiti o rimasti, saluti pieni di rabbia e delusione  contro una terra che non ha neanche provato a trattenerci. E forse è meglio così, perché meritiamo di più di tutto questo. Pensiero forse vanitoso e rancoroso, ma crudelmente reale.

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